Keystone / Ti-Press / Samuel Golay
Ex diplomatici accusano il ministro degli esteri svizzero Ignazio Cassis di non condannare con sufficiente chiarezza le azioni di Israele a Gaza. Chiedono misure concrete, tra cui il riconoscimento della Palestina.
Cresce la pressione sul responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Ignazio Cassis a causa della sua posizione cauta sulle azioni di Israele: 55 ex diplomatici del DFAE hanno scritto una lettera aperta in cui mettono in guardia dal “genocidio” e dalla “pulizia etnica”. Secondo il Blick, il Consiglio federale voleva condannare le azioni del Governo israeliano la scorsa settimana, ma Cassis non era pronto.
Nella missiva, gli ex diplomatici chiedono misure concrete: la Palestina deve essere riconosciuta immediatamente. La Confederazione dovrebbe svolgere un ruolo attivo alla conferenza delle Nazioni Unite che si terrà a New York a metà giugno e che si concentrerà sull’attuazione concreta della soluzione dei due Stati.
Ma non sono solo gli ex diplomatici a essere scontenti, come scrive il Blick. Anche il personale del DFAE ha scritto a Cassis, chiedendo una chiara condanna delle azioni militari israeliane e ricordando al ministro il suo compito principale: la difesa del diritto internazionale umanitario.
Il servizio proviene da TVsvizzera.it
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