Gaza: foto by U.F. archivio di www.ilmiogiornale.org
L’IDF riconosce oltre 70mila vittime palestinesi: migliaia restano sotto le macerie mentre nuovi raid colpiscono la Striscia.
La situazione generale
La tregua a Gaza non c’è e non c’è mai stata. Lo dimostra il fatto che oggi, 31 gennaio 2026, altri 30 civili palestinesi, innocenti, sono stati uccisi da un raid israeliano.
Queste cifre erano persone. Dietro ai numeri c’erano vite, famiglie, storie, che sono state spazzate via, insieme ai sogni. Ancora una volta, un becero colonialismo, che guarda solo al soldo fregandosene della popolazione civile, ha colpito in modo ormai sperimentato e che tutti conosciamo, realizzando a tutti gli effetti il LABORATORIO GAZA, nel quale le persone sono messe a dura prova ogni istante della loro vita.
Anzi, questo imperialismo ha fatto di più, emulando pari, pari un passato che volevamo tutti, ma proprio tutti dimenticare, ha disumanizzato le vittime, cosicché a queste si può fare tutto, perché esse non sono più persone. A Gaza impera ed imperversa, come del resto in Cisgiordania, la disumanizzazione.
Per questo motivo l’espianto degli organi, l’uso di tonnellate di esplosivi lanciati su Gaza, pari a due bombe cadute su Hiroshima, l’utilizzo di armi come i quadricotteri telecomandati che colpiscono con estrema precisione, l’uccisione di bambini, il ferimento di minori, tali da obbligare all’amputazione di uno o più arti, la distruzione di ospedali, scuole, moschee, l’ enorme uccisione di giornalisti, operatori sanitari, medici, l’arresto preventivo e arbitrario di uomini, donne, bambini, tutto questo e altro ancora: torture, carestia imposta, mancanza di: acqua potabile, elettricità, impianti di desalinizzazione, di ripari sicuri contro il gelo dell’inverno, questo ed altro ancora hanno un nome per il carnefice: sadismo.
Secondo fonti internazionali e conferme dell’IDF, il numero dei palestinesi uccisi dall’inizio della guerra ha superato 70.000 vittime. Si tratta di una cifra che non include i dispersi sotto le macerie, che secondo le autorità locali e le ONG potrebbero essere migliaia.
La distruzione di interi quartieri, la difficoltà di accesso ai soccorsi e l’assenza di corridoi umanitari stabili rendono impossibile una stima precisa.
CRONOLOGIA DEGLI ULTIMI EVENTI (ultimi giorni)
• 48 ore fa
- Bombardamenti intensi nelle aree centrali della Striscia.
- Ospedali e ambulanze segnalano difficoltà a raggiungere le zone colpite.
- L’ONU ribadisce che la situazione umanitaria è “catastrofica”.
• 24 ore fa
- L’IDF conferma operazioni terrestri e aeree in più distretti.
- Le autorità sanitarie di Gaza riportano decine di morti in diverse aree urbane.
- Le comunicazioni internet risultano intermittenti, complicando la raccolta dei dati.
Oggi
- Nuovo attacco in un’area densamente abitata: circa 30 morti secondo le prime fonti locali.
- Le squadre di soccorso parlano di persone ancora sotto le macerie.
- L’OMS segnala che molti ospedali non sono più operativi o funzionano solo parzialmente.
numeri principali (aggiornati)
- 70.000+ palestinesi uccisi (dato confermato dall’IDF come ordine di grandezza).
- Migliaia di dispersi sotto edifici crollati, non conteggiati nelle statistiche ufficiali.
- Oltre 1,9 milioni di sfollati, secondo l’ONU.
- Strutture sanitarie al collasso: meno del 30% degli ospedali è parzialmente funzionante.
- Accesso limitato a cibo, acqua e carburante, con rischio di carestia in alcune zone.
Contesto internazionale
- L’ONU continua a chiedere un cessate il fuoco immediato.
- Diverse ONG denunciano l’impossibilità di operare in sicurezza.
- Le trattative diplomatiche restano in stallo.
La situazione a Gaza rimane estremamente instabile.
I dati ufficiali confermano un bilancio umano devastante, mentre le operazioni militari proseguono e la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto.
Gli ultimi attacchi
- Bombardamenti continui nelle aree centrali e meridionali
- Circa 30 morti nell’attacco di oggi
- Soccorsi ostacolati da edifici crollati e mancanza di mezzi
Allarme umanitario
- L’ONU parla di situazione “catastrofica”
- ONG: impossibile operare in sicurezza
- Rischio carestia in diverse zone della Striscia




