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di Francesca Lippi
Continuano i raid israeliani sulla Striscia di Gaza, il governo di Netanyahu, incurante della tregua, continua ad attaccare i campi profughi e a chiedere alla popolazione palestinese nuove evacuazioni. I Gazawi sono allo stremo da tempo: il cibo, le medicine, l’acqua potabile arrivano con il contagocce, gli ospedali sono distrutti, non ci sono più scuole, né centri di aggregazione dove poter svolgere attività per i più piccoli. I Gazawi vivono letteralmente tra i rifiuti, il governo israeliano impedisce la loro rimozione, perciò imperversano i topi, grossi e mordaci che attaccano i bambini trasmettendo malattie.
Anche pescare per procurarsi un po’ di cibo è considerato un reato, lo sanno bene i familiari, distrutti dal dolore, del ragazzo sedicenne ucciso qualche giorno fa mentre pescava.
Manca tutto a Gaza, non la resilienza, unica cosa rimasta, al popolo palestinese. La pulizia etnica continua imperterrita come l’ impunità di Israele e dei suoi complici.
E visto che il modello Gaza è riuscito bene, adesso anche il Libano è entrato a far parte dell’enclave da abbattere e ripulire.
Ecco la Situazione libanese al 3 giugno, i numeri derivano da fonti verificate e ci parlano di uomini, donne, bambini, anziani, tutti civili che non avevano alcuna relazione con gli Hezbollah.
Vittime totali: oltre 14.000
Morti totali: 3.500–3.700
Feriti totali: 10.600–11.300
Sfollati: oltre 1 milione
Operatori sanitari uccisi: 128
Ospedali danneggiati: 17
La carneficina continua con il beneplacito e il silenzio complice dell’Europa, Italia in testa.
Che schifo.




