Flash mob dei professori davanti al ministero contro 24 ore

Traffico bloccato a Trastevere, no simboli politici o sindacati

(Fonte ANSA) ROMA – Centinaia di professori hanno organizzato oggi a Roma un flash mob di protesta davanti al ministero dell’Istruzione contro l’aumento a 24 ore dell’orario previsto dalla legge di stabilita’. Senza simboli politici o di sindacati i docenti si sono radunati sulla scalinata del ministero con cartelli che spiegano come le ore di lezione sono solo una parte del lavoro svolto. Non sono mancate le ”carote di protesta” a ricordare la manifestazione della scorsa settimana degli studenti.

La protesta, al grido di ”scuola pubblica, scuola pubblica”, e’ continuata per circa mezz’ora senza alcuno slogan politico ne’ bandiere di sindacati. L’iniziativa, hanno spiegato alcuni docenti e’ stata convocata in maniera spontanea per ”sensibilizzare tutti sulla difficolta’ del nostro lavoro, che non e’ fatto solo di ore in classe, ma di tante attivita’ che si devono svolgere a casa durante tutta la settimana, sabato e domenica compresi”.

“Una protesta contro chi vuole distruggere la scuola pubblica – hanno spiegato gli organizzatori del flash mob – che abbiamo convocato con un semplice giro di sms. Una protesta nata dalla base, perché non ci sentiamo rappresentati dai sindacati”.

“Voglio dirlo con chiarezza: noi non saremo in grado di votare così come sono le norme sulla scuola, sono norme al di fuori di ogni contesto di riflessione sull’organizzazione scolastica e finirebbero per dare un colpo ulteriore alla qualità dell’offerta formativa”. Così Pier Luigi Bersani. “In questi giorni – sostiene il segretario Pd – continueremo con i dipartimenti del Pd e con i gruppi parlamentari nell’approfondimento della legge di stabilità e discuteremo con altri gruppi di maggioranza cercando il massimo di convergenza”. Nel rispetto dei saldi, “chiediamo al Governo di rendersi disponibile a modifiche significative. Noi metteremo attenzione alla questione fiscale cercando una soluzione più equa e più adatta ad incoraggiare la domanda interna”. Il Pd, aggiunge Bersani, “mettera attenzione al tema ancora aperto degli esodati”. Ma le norme sulla scuola, per il segretario Pd, “così come sono non saremo in grado di votarle”. “Voglio credere – conclude Bersani in un comunicato – che ciò sarà ben compreso dal Governo. Diversamente saremmo di fronte ad un problema davvero serio”.

 

 

 

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