Firenze:il malfunzionamento della Commissione patenti speciali, un vero dramma per i disabili

Firenze:il malfunzionamento della Commissione patenti speciali, un vero dramma per i disabili

di Francesca Lippi

Accade in Toscana, nella civilissima regione che nei secoli passati per prima abolì la pena di morte, e che oggi lotta per la salute dei suoi cittadini utilizzando la prevenzione, incitando a vaccinarsi e combattendo, per esempio, l’epatite C con costosissime medicine da erogare, a titolo completamente gratuito, a chi è affetto da questa patologia purché sia residente in Toscana. Eppure. In una città come Firenze, che ha appena inaugurato una clinica odontoiatrica pubblica e funzionante, anche se i tempi di attesa sono piuttosto lunghi, c’è una grossa pecca: la Commissione Patenti Speciali di Villa Fiorita-San Salvi, ex manicomio, dove dal capoluogo toscano e dalla provincia confluiscono persone con varie tipologie di disabilità. Basterebbe richiedere un semplice appuntamento, per fare una visita, validare la patente come previsto e così dar modo ai disabili e invalidi ritenuti idonei di continuare a guidare. Ma a Firenze non è facile prendere un banale appuntamento telefonando al n. 055-6816955, dalle 8.00 alle 12.00, dal lunedì al venerdì; perché sono mesi che una voce registrata ripete che “a causa dell’intenso traffico si consiglia di richiamare in un altro momento”. Quando? Ci chiediamo e domandiamo ai funzionari della ASL 10 che dovrebbero far “funzionare” questo servizio pubblico: quando? Proprio La Nazione, noto quotidiano nazionale, qualche giorno fa ha dedicato un servizio a questo tema che è diventato veramente serio, possiamo dire un dramma, per chi deve fare la prima visita da invalido, oppure rinnovare la patente dopo i 2 o 5 anni previsti, secondo i singoli casi. Fino a ieri, malgrado la “giornalata” non si è mosso niente, abbiamo provato a telefonare, ma a rispondere c’era la solita voce. Ora lo chiediamo a chi è preposto al funzionamento di questo servizio: perché alle mail inviate gli impiegati non rispondono? E se lo fanno inviano la lista dei documenti da portare subito per il giorno dopo, alla prima visita, come è successo ad un nostro lettore, impedendo di fatto, al disgraziato che deve farla, di non riuscire a preparare niente. E quindi a rinunciare. C’è carenza di organico? Il lavoro è troppo e non si riesce ad esaurire tutte le domande? Allora bisogna fare in modo di aumentare l’organico, di snellire le procedure, di lavorare con lena. E di trovare i soldi perché ciò avvenga. Perché un disabile che non riesce a rinnovare la patente non può guidare. Un invalido che non effettua la prima visita non può guidare e alla sfortuna della sua disabilità si unisce, quindi, l’ingiustizia di un servizio inefficiente che gli/le spetta e che lui /lei paga, comunque, con le tasse come ogni altro cittadino. Cosa aspettano a muoversi fattivamente i politici, i dirigenti, i preposti per facilitare le procedure a queste persone, già duramente provate dal loro handicap, e riceverle in tempi relativamente brevi come spetta loro di diritto?

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