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Firenze: presentato il progetto per la comunicazione fra l’ex Chiesa di San Pancrazio e la Cappella Rucellai

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MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI

SOPRINTENDENZA  PER I BENI ARCHITETTONICI, PAESAGGISTICI, STORICI, ARTISTICI ED ETNOANTROPOLOGICI PER LE PROVINCE DI FIRENZE (CON ESCLUSIONE DELLA CITTA’, PER
LE COMPETENZE SUI BENI STORICI, ARTISTICI ED ETNOANTROPOLOGICI), PISTOIA E PRATO

 

COMUNICARE CON LEON BATTISTA ALBERTI

Cappella Rucellai ed ex Chiesa di San Pancrazio nuovamente comunicanti grazie ad un progetto sviluppato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici di Firenze

 

In occasione delle manifestazioni per la XIV Settimana della Cultura, oggi, martedì 17 aprile 2012, alle h. 10,45, presso il Museo Marino Marini, situato in piazza San Pancrazio, la Soprintendente per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici ed Etnoantropologici per le Province di Firenze, Pistoia e Prato, arch. Alessandra Marino, ha presentato, in conferenza stampa, il progetto, sviluppato dal proprio ufficio, per mettere nuovamente in comunicazione gli ambienti del Museo Marino Marini, ex Chiesa di San Pancrazio, con la vicina Cappella Rucellai, al cui interno è ospitato il Sacello del Santo Sepolcro, opera di Leon Battista Alberti.

Alla Conferenza Stampa erano presenti i rappresentanti di tutti gli enti coinvolti nella complessa operazione, che si è potuta avvalere della piena collaborazione della Fondazione Marino Marini, Agenzia del Demanio, Comune di Firenze, Curia fiorentina e parrocchia di Santa Trinita

 

I lavori relativi all’edificazione della cappella Rucellai, o del Santo Sepolcro, situata in una posizione angolare fra via della Spada e piazza S. Pancrazio, furono terminati nel 1467 da Leon Battista Alberti (1404 – 1472) su commissione di Giovanni di Paolo Rucellai. L’idea che il grande architetto ligure volle e seppe realizzare, partendo dalla modificazione dell’originario nucleo trecentesco preesistente, fu quella di creare, all’interno di uno spazio architettonico di gusto straordinariamente rinascimentale, una sorta di Anastasis a sezione longitudinale, che fungesse da elegante cornice per introdurre al più limitato spazio occupato dal Sacello del Santo Sepolcro, che avrebbe realizzato di lì a poco all’interno della cappella Rucellai medesima, come copia del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Nei secoli seguenti all’intervento di Leon Battista Alberti, la cappella Rucellai e la sua spazialità rimasero immutate, almeno fino al 1808, anno in cui le due colonne interne e la treabeazione, collocate tra la navata della chiesa di San Pancrazio e la cappella, furono poste in esterno come decoro per la nuova facciata dell’edificio appena sconsacrato. In luogo delle colonne mancanti venne eretto un muro divisorio che separò i due spazi interni prima comunicanti e fu anche successivamente spostata la porta d’ingresso della cappella Rucellai, che dalla piazza antistante fu posizionata in via della Spada, dove tutt’ora si trova.
Il progetto redatto dalla Soprintendenza permetterà nuovamente la comunicazione interna fra gli ambienti dell’ex Chiesa e la Cappella Rucellai, favorendo una piena fruizione e godimento sia dei suoi equilibrati spazi che dei raffinati manufatti progettati dall’Alberti all’interno di essa. Con il nuovo progetto sarà garantita l’accessibilità anche ai disabili.

Alla conferenza stampa è seguita una visita alla Cappella Rucellai ed al Tempietto del Santo Sepolcro guidata dell’arch. Vincenzo Vaccaro, funzionario curatore del progetto e responsabile territoriale di zona.

Scheda informativa [file .pdf]

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