

Servizio di Francesca Lippi
Domenica 27 luglio, ore 22, Firenze aderisce alla campagna “Gaza muore di fame, disertiamo il silenzio“. La manifestazione fa parte della mobilitazione nazionale “Ultimo giorno di Gaza” e in piazza Sant’Ambrogio, centinaia di manifestanti si riuniscono per fare rumore a suon di gong, tamburi, fischietti, pentole e coperchi, chiavi e tutto ciò che può essere utile allo scopo. Un rumore scandito e ben orchestrato da chi suona i tamburi, vicino allo striscione con la scritta” Cessate il fuoco”. E’ un popolo variegato, dove le persone diversamente giovani la fan da padroni, ma ci sono anche tanti giovani veri che fanno rumore per Gaza: affamata, assetata, distrutta ma non doma. “Firenze lo sa da che parte stare, Gaza libera dal fiume fino al mare” è uno degli slogan gridato dai manifestanti con la sana rabbia di un popolo che non ci sta a vedere un altro popolo soffrire e morire senza che nessuno, del governo italiano, faccia un’azione concreta per porre fine a questo Olocausto. Perché Gaza non è guerra, Gaza è sterminio.
Abbiamo incontrato Micaela Frulli, una delle organizzatrici dell’iniziativa. “Con Ultimo Giorno di Gaza” campagna lanciata da me, Paola Caridi, Claudia Durastanti, Tomaso Montanari, Francesco Pallanti e Evelina Santangelo, abbiamo deciso di disertare il silenzio e lanciare un nuovo appello per tenere altissima l’attenzione su Gaza dove si muore di fame. Il genocidio è ormai entrato nella sua fase finale, Israele vuole ottenere una terra senza palestinesi e non solo li bombarda ma li ha costretti alla fame, perché non si fanno entrare gli aiuti umanitari. Abbiamo visto immagini inaccettabili di bambini scheletrici, di bambini che muoiono di fame. Abbiamo deciso di fare rumore e l’idea viene proprio da Gaza, perché è Gaza che dobbiamo ascoltare. A Gaza, di fronte ai presidi umanitari, suonano le sirene delle ambulanze e una giornalista palestinese ci ha chiesto di fare rumore. Abbiamo raccolto questa richiesta di far suonare le campane, le sirene nei porti, suonare fischietti, facciamo dappertutto questo rumore, perché a Gaza sappiano che non sono soli e perché ci sentano nei palazzi del potere. I governi devono muoversi per fermare Israele, non servono più sterili condanne, serve l’azione, quindi uniamo ancora la nostra voce per tenere altissima l’attenzione su Gaza. La campagna Ultimo Giorno di Gaza era partita il 9 maggio nel giorno dell’Europa, per dire che se Gaza muore, muore anche l’Europa. Abbiamo lanciato una campagna prima sui social, per farci sentire dappertutto, con l’idea di tenere alta l’attenzione su Gaza, come quella dei sudari, lenzuola bianche alle finestre, che ha raccolto migliaia e migliaia di adesioni in tutta Italia. Il nostro tentativo è quello di smuovere il governo, perché faccia pressione a Israele, perché gli imponga sanzioni e ci si muova per fermare questa carneficina in atto.”




