Parlamentari in costume tradizionale: Roland Rino Büchel (UDC), Regina Durrer (Centro), Katja Christ (GLP), Pierre-André Page (UDC), Farah Rumy (PS) e Vroni Thalmann-Bieri (UDC). Keystone / Alessandro Della Valle
Il finanziamento della 13esima rendita AVS resta un tema molto dibattuto: il Consiglio nazionale insiste su una soluzione temporanea basata sull’imposta sul valore aggiunto.
Nel frattempo, a Berna prosegue la sessione di primavera delle Camere federali, oggi con un codice di abbigliamento speciale. Il 6 giugno in Svizzera è la “Giornata del costume tradizionale” e il Parlamento l’ha celebrata in anticipo. Diverse figure politiche e loro ospiti si sono presentati a Palazzo federale indossando abiti tradizionali.
Oltre a sfoggiare e ammirare i costumi, si è anche discusso di politica. La controversia sul finanziamento della 13esima rendita AVS entra in una nuova fase. Il Consiglio nazionale (CN) ha deciso di finanziarla fino al 2033 attraverso un aumento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) di 0,5 punti percentuali. In questo modo, il CN mantiene la sua posizione a favore di un finanziamento a tempo determinato senza un aumento dei contributi salariali, a differenza del Consiglio degli Stati, che preferisce una soluzione mista e permanente basata sia sull’IVA, che sui prelievi salariali.
Inoltre, il Consiglio nazionale intende proteggere meglio le vittime di violenza e ha approvato una revisione della legge sull’aiuto alle vittime di reati. La proposta obbliga i Cantoni, tra le altre cose, a fornire un numero sufficiente di strutture di protezione per le vittime e i loro familiari; ora se ne occuperà il Consiglio degli Stati. Entrambi i dossier tornano quindi alla Camera dei Cantoni.




