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Epilessia: Basta, non siamo assassini criminali!

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Ci hanno scritto:

AICE, associazione delle persone con epilessia, esprime vibrata protesta contro la criminalizzazione di oltre 300mila persone con epilessia messa in onda durante la scorsa trasmissione della “VITA IN DIRETTA” in cui “psicologa” afferma sul caso Scazzi:

“Ma noi, come facciamo a sapere per esempio che Michele Misseri non soffra d’epilesssia, …  che non ha sofferto o soffra di crisi epilettiche … potrebbe essere che ha ucciso in preda ad una crisi epilettica …”. (http://www.youtube.com/watch?v=5e2VLjj-pxQ&feature=player_detailpage)

 

Quale professionalità da parte di chi ha proferito tali affermazioni e chi le ha ascoltate senza comprendere il devastante risultato?

 

Tali informazione oltre a non avere alcuna consistenza scientifica induce a ritenere che le persone con epilessia siano potenziali criminali assassini.

 

Una affermazione gravissima per cui chiediamo alla RAI ed in specie alla trasmissione che smentisca immediatamente ed oltre a scusarsi ospiti l’AICE perché da pari pulpito giunga adeguata smentita e corretta informazione sulla patologia.

 

AICE ebbe su analogo caso, trasmissione “Porta a porta” sul caso Cogne ove si avanzava pari ipotesi criminalizzante gli oltre 300mila italiani con epilessia, a riceve adeguate scusa, pretendiamo nuovamente adeguate scusa.

 

Francamente a pochi giorni dalla Giornata Nazionale per l’epilessia, il prossimo 5 maggio, farci passare da potenziali assassini è come riaprire i campi di concentramento nazisti.

 

In attesa delle dovute scuse, un franco saluto

Giovanni Battista Pesce

 

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1 Commento su Epilessia: Basta, non siamo assassini criminali!

  1. che assurdità! Ma la cosa più preoccupante è che queste gocce di ignoranza, grazie alla potenza della tv, possono spandersi e generare fiumi travolgenti di ignoranza. La cattiva informazione è uno dei pericoli maggiori del nostro tempo, purtroppo. Dunque, fate bene, voi dell’Aice, a urlare le vostre ragioni in difesa di persone innocenti, vittime due volte perché oltre a combattere la malattia devono pure lottare contro questi stupidi ed ignobili pregiudizi

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