Peter Stämpfli, o quando uno pneumatico si fa opera d'arte. Keystone / Walter Bieri
L’artista svizzero Peter Stämpfli, pioniere della pop art europea, è deceduto venerdì a Parigi all’età di 88 anni. Nato nel 1937 vicino a Berna, aveva scoperto molto giovane l’espressionismo astratto statunitense, una rivelazione che lo aveva spinto a trasferirsi nella capitale francese nel 1959 per proseguire la sua carriera artistica.
Negli anni ’60, Peter Stämpfli si è imposto come una figura singolare della pop art, sviluppando un linguaggio visivo incentrato sull’automobile e soprattutto sullo pneumatico, che isolava su fondo bianco per sottolinearne la struttura grafica. Questo motivo è diventato progressivamente l’asse portante della sua opera, che è stata esposta in importanti istituzioni come il Museum of Modern Art di New York e il Centre Pompidou di Parigi. Artista poliedrico, ha realizzato anche film sperimentali e sculture monumentali.
A riprova dell’importanza di Peter Stämpfli nel mondo dell’arte contemporanea, la notizia della sua scomparsa è stata ampiamente ripresa dai media internazionali. “Ha ricevuto sui giornali più omaggi di quanto avrei pensato, ma bisogna specificare che si trattava sempre dello stesso dispaccio d’agenzia”, osserva il giornalista culturale Etienne Dumont sulla rivista Bilan. Il suddetto dispaccio è comunque elogiativo e sottolinea che Stämpfli era “uno degli artisti più singolari della seconda metà del XX secolo”.
Il servizio proviene da www.tvsvizzera.it
Più informazioni sul tema:
- Il dispaccio dell’agenzia svizzera ATS sulla scomparsa di Peter Stämpfli sul sito del Blick
- Il dispaccio dell’agenzia francese AFP sul sito di La Libre Belgique
- Articolo d’opinione del giornalista culturale Etienne Dumont su Peter Stämpfli sulla rivista Bilan
- Ritratto di Peter Stämpfli sul quotidiano francese Le Monde (necessario abbonamento)




