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E’ morto il signor “Faac” ed ha lasciato la sua azienda alla Chiesa

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Michelangelo Manini è morto lo scorso 17 marzo all’età di 50 anni dopo una lunga malattia. Il suo nome non dirà molto alla gran parte di noi, ma era il proprietario della Faac l’azienda leader europea nel campo dei cancelli automatici. Ricorderete negli anni 90 quella serie di pubblicità con il leone a custodia del cancello. La sua morte non ha solo lasciato un vuoto importante alla testa dell’azienda, ma ha creato grande curiosità per la lettura del testamento.
Il testamento di Michelangelo Manini ha un solo beneficiario e non è nessuno dei suoi parenti, ne qualche dirigente della sua società o cose del genere. Michelangelo Manini ha lasciato tutto il suo patrimonio più la proprietà della Faac alla Curia di Bologna. La notizia all’esterno ha destato grande scalpore anche perchè la Curia ora dovrà gestire un’azienda importante nel panorama economico italiano, migliaia di famiglie vivono con la Faac e con l’indotto che crea.
Per chiarire l’importanza dell’affare basti dire che si tratta di una società con 12 stabilimenti europei e 24 centri di vendita. Nel 2011 il fatturato è stato di 214 milioni ed è un’azienda che non conosce crisi in quanto è sempre stata gestita in maniera oculata ed attenta. La Curia ha già nominato il suo rappresentante nel consiglio di amministrazione, si tratta dell’avvocato Andrea Moschetti.
Per tutti quelli che pensano che il testamento sia stato redatto nell’imminenza della morte o in situazione un po’ tumultuose è meglio che cambi idea. Michelangelo Manini ha redatto il testamento nel 1992, quindi ben vent’anni fa. La Curia di Bologna ha rilasciato un comunicato, “Nel rigoroso rispetto delle leggi dello Stato la Chiesa di Bologna utilizzerà quei beni, così provvidenzialmente pervenutile, conformemente alle indicazioni della dottrina Sociale della Chiesa, alle norme del Diritto canonico, alla prassi plurisecolare della sollecitudine verso le necessità della comunità umana, secondo il comandamento evangelico della carità”.

Fonte: haisentito.it

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