Il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud, durante la conferenza stampa sull'incendio di Capodanno. Keystone / Cyril Zingaro
Il Municipio di Crans-Montana, la località in cui a Capodanno 40 persone hanno perso la vita nell’incendio di un bar, è bersaglio di dure critiche su molti media dopo la conferenza stampa di ieri.
Il Blick definisce l’esercizio di comunicazione delle autorità “un fiasco”. Innanzitutto, per l’ammissione delle autorità comunali di non aver effettuato controlli delle misure antincendio dal 2020 al 2025. Il perché “non sappiamo spiegarcelo”, ha affermato il sindaco, Nicolas Féraud.
L’avvocato di molte delle famiglie delle vittime, Romain Jordan, dalle colonne di Le Temps deplora il fatto che il Municipio non ha presentato le proprie scuse e che, anzi, vuole costituirsi parte civile nell’ambito della procedura penale. Un aspetto, quest’ultimo, che sembra voler “togliere alle vere vittime di questa tragedia il loro statuto, il che è inaccettabile”, afferma Jordan. La NZZ a questo proposito sottolinea la frase più infelice pronunciata dal sindaco: il Comune è stato “colpito dal disastro più di altri. Più di tutti, credo”.
Il giornale zurighese parla di come “il fallimento” delle autorità comunali nell’effettuare i controlli suggerisca che queste lacune siano sistematiche e solleva la questione sul dovere di vigilanza dell’autorità superiore, il Cantone Vallese.
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