Un’infrastruttura svizzera critica: la centrale nucleare di Gösgen. Keystone / Gaetan Bally
Diversi droni hanno sorvolato la centrale nucleare di Gösgen. Le ragioni non sono chiare. Non si tratta del primo episodio sospetto che vede coinvolti dei droni in Svizzera.
Domenica sera, verso le 22:30, un residente di Gösgen ha avvistato diversi droni nel cielo vicino alla centrale nucleare. Ne ha contati almeno sette, diretti verso l’impianto, e ha allertato la polizia. All’inizio di luglio, alcuni droni erano stati avvistati anche presso una caserma militare a Jassbach, nel canton Berna, dove l’esercito svizzero ha centralizzato la sua cyberdifesa. In precedenza, ci sono stati avvistamenti vicino a una base aerea a Meiringen, sempre nel canton Berna, futura base dei nuovi caccia F-35.
Anche sopra la stazione elettrica di smistamento di Laufenburg, nel canton Argovia, sono stati visti dei droni nell’autunno del 2025. L’impianto è considerato uno dei più importanti snodi elettrici d’Europa. Almeno questo avvistamento è stato nel frattempo chiarito. Secondo la SRF, i droni volavano per conto del gestore della rete.
Chiunque attribuisca ogni oggetto volante non identificato alla Russia fa apparire il Cremlino più potente di quanto non sia, afferma il ricercatore del Politecnico federale di Zurigo Ivo Capaul sulla NZZ. L’esperto ha analizzato tali azioni ibride. “Suscitare paura rientra nel calcolo russo”, dice. Se pochi voli sono sufficienti a far credere all’Europa che Mosca possa attaccare a piacimento le infrastrutture critiche, l’effetto di questi episodi diventa sproporzionato. “I dati non lo confermano”, conclude Capaul.
Il servizio proviene da www.tvsvizzera.it
Più informazioni sul tema:
- Articolo con approfondimenti di SRF News
- Le osservazioni di Ivo Capaul nella NZZ (paywall)




