Keystone / Walter Bieri
Nonostante un’inflazione in calo e un cauto ottimismo, la Svizzera si dirige verso un anno di prudenza riguardo ai consumi, come mostrano diversi sondaggi.
Da un lato, il 27% della popolazione si aspetta un aumento del reddito, secondo un sondaggio di Comparis, ma dall’altro, un terzo delle economie domestiche prevede di ridurre attivamente le spese, come emerge da una recente indagine di Management Tools Research.
In particolare, le persone sotto i 45 anni stanno attivando la “modalità risparmio” mentre aspettano, speranzose, un aumento salariale. Questa propensione a tener ben chiuso il portafogli deriva soprattutto dai costi fissi elevati, come i premi dell’assicurazione malattia, che per il 75% di chi vuole risparmiare rappresentano la preoccupazione principale.
A livello regionale si osserva un divario profondo: mentre la Svizzera tedesca rimane in gran parte tranquilla, oltre il 60% delle persone nelle regioni francofone e italofone considera la propria situazione precaria. In Ticino, quasi una persona su tre non riesce a mettere nulla da parte a fine mese.
Nella vita quotidiana, ciò si traduce in una rinuncia alle spese per mobili, abbigliamento ed elettronica. Nel settore alimentare si rimane fedeli ai due grandi dettaglianti svizzeri, ma si passa sistematicamente alle marche più economiche.
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Il sondaggio di Comparis pubblicato da Cash