“Donne ordinariamente straordinarie”: Giovanna con gli occhi di Anna

“Donne ordinariamente straordinarie”: Giovanna con gli occhi di Anna

“Giovanna con gli occhi di Anna”: la rima fa pensare ad una filastrocca, invece si tratta di un’altra lettera ricevuta in adesione alla nostra iniziativa per festeggiare l’8 marzo.

Se conoscete o avete conosciuto donne che, nel loro piccolo, rendono o hanno reso onore al genere femminile, affrettatevi a scrivere a ilmiogiornale@infinito.it e info@ilmiogiornale.org! Oggi è l‘ultimo giorno utile: non perdete l’occasione di omaggiare quelle donne speciali che il destino ha messo sulla vostra strada.

UNA DONNA D’ALTRI TEMPI

Giò è la mia terza sorella: è colei che non si è nutrita al seno di mia madre e che non ha vissuto nella mia famiglia, eppure continuiamo a condividere parte della nostra vita benché ciascuna nella propria casa.

Giò per me, Giogio per mia madre, per mie sorelle, per mie figlie e per i miei nipoti, è una persona speciale. Donna ancora prima dell’età anagrafica, perché ha saputo affrontare le avversità della vita. Nata orfana di padre e diventata orfana di madre a soli dieci anni, lontano da fratelli e sorelle è cresciuta in collegio, dove è rimasta fino al diploma.

Ha frequentato la nostra casa con discrezione, attenta a non disturbare, a non dire una parola di troppo. Mia madre la coccolava e la stimava. Vedeva in lei abilità che io non possedevo: fare i ravioli, farli impiattare a lei e non a me; preparare i fatti fritti e girarli durante la frittura … E ancora altro che rendeva Giò importante agli occhi di mia madre.

Giò non ha chiesto mai niente e non chiede niente a nessuno per discrezione. Ha sempre riposto fiducia in me, facendomi partecipe dei suoi vari problemi, al punto da consegnare la relazione di lavoro solo dopo il mio ok, da andare a fare una visita medica se secondo me ce n’era bisogno.

Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi in tempi lontani e difficili, quando per essere promossi bisognava studiare, quando per avere il lavoro si dava il concorso e non si chiedeva alcun aiuto particolare a nessuno, quando per arrivare alla festa non era necessario avere l’abito firmato e non era indispensabile arrivare col macchinone, quando tutti dicevano “ma guarda che brava ragazza”!!!

La mia cara amica Giò oggi è una vera donna, nonostante non abbia mai avuto il sostegno dei genitori.

Cose d’altri tempi! Noi ora siamo veramente cresciute e ci vogliamo sempre un mondo di bene.

Se sono stata banale, scusatemi!


Vi ricordiamo, inoltre, che oggi è l’ultimo giorno utile anche per inviarci le vostre poesie sulla Donna: la migliore sarà pubblicata l’8 marzo! Che aspettate? Mandateci i vostri versi a ilmiogiornale@infinito.it

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