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Domani a Firenze i King of the Opera in concerto

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GLUE – Alternative Concept Space Firenze presenta:

KING OF THE OPERA

Durante la serata live painting degli artisti di Lucha Libre

venerdì 4 gennaio 2013 @ GLUE Alternative Concept Space

V.le Manfredo Fanti, 20 – Firenze
Apertura ore 21.00 | Concerto ore 22.30

Ingresso gratuito con tessera Glue/US Affrico

Modalità di tesseramento: http://www.gluefirenze.com/wordpress/?page_id=89

 

 

La ricca stagione concertistica del 2013 al Glue si apre con i King of the Opera, nuovo prestigioso progetto di Alberto Mariotti, ex Samuel Katarro.

 

Dopo l’annuncio di qualche mese fa ed il debutto sul palco del S. Miguel Primavera Sound Festival a Barcellona ecco il disco che sancisce l’ibernazione del progetto Samuel Katarro ed una nuova fase nella carriera di Alberto Mariotti.

KING OF THE OPERA è la sua nuova creatura musicale e “Nothing Outstanding” un disco che apre nuovi sentieri musicali nella carriera artistica del musicista toscano.

Alberto Mariotti ci ha già abituato a repentini cambi musicali; lo aveva fatto dopo il grande successo di critica che aveva accolto il suo debutto come Samuel Katarro, “Beach Party”, disco scarno ed oscuro, confuso spesso con un blues malato, che abbagliava la vista di chi ha avuto la fortuna di vedere le performance in solo (voce e chitarra) di un giovanissimo debuttante che sul palco riusciva a trasformarsi in un gigante. Chi si aspettava un secondo album in linea col primo rimase sorpreso perché con “The Halfduck Mystery”, uscito in collaborazione tra La Famosa Etichetta Trovarobato ed Angle Records nell’aprile del 2010, insieme a Francesco D’Elia e a Simone Vassallo ha reso un inconsapevole omaggio agli anni ’60, affinando le capacità di arrangiamento di questo combo compatto.
Il lungo tour che ne era conseguito era poi stato fotografato in una sorta di bootleg ufficiale “Live at The Place” un documento che aveva il pregio di mettere in luce la carica che il trio sprigionava sul palco anche per le curiose ed “energiche” rivisitazioni dei brani originariamente acustici del primo album.

Adesso è giunto il momento di mettere sullo scaffale tutti i premi ed i riconoscimenti acquisiti con l’alter ego Katarro, nome curioso ed ingombrante che ha fatto conoscere in tutta Italia la creatività fuori dagli schemi del giovane musicista toscano.

Il viaggio ricomincia e per la sua nuova avventura musicale Alberto Mariotti ancora insieme ai suoi affiatati compagni di strada, sceglie il moniker KING OF THE OPERA con l’ambizioso obiettivo di voler portare una contaminazione musicale ad ampio raggio nell’apparentemente ristretto formato canzone. In Mariotti forte è la consapevolezza della peculiare caratteristica di
questo trio e della sua originale efficacia sia in fase di composizione e arrangiamento e ancor più nelle esibizioni dal vivo. Una carica generata sia dal grande affiatamento, sia dal violento contrasto dovuto alle loro diverse provenienze musicali.
La formazione classica e l’interesse per le avanguardie novecentesche di Wassilij Kropotkin (violino, chitarra e tastiere), l’approccio “africano” e decisamente anti-rock di Simone Vassallo (batteria), lo stile chitarristico percussivo e una particolare sensibilità soul (nel senso più ampio del termine) nella voce di Alberto Mariotti creano una miscela tanto straniante quanto comunicativa.
La sintesi di queste esperienze musicali è un ibrido onnivoro dalle mille sfaccettature e in continua mutazione, il cui punto di forza è proprio la ricerca del contrasto tra generi apparentemente inconciliabili, tra blues-punk deforme, stralunate folk-ballad e digressioni nella psichedelia più acida ed estrema.

 

Il Disco

Nothing Outstanding, il primo album di KING OF THE OPERA, prodotto ancora una volta da La Famosa Etichetta Trovarobato, uscito il 12 novembre 2012, dopo la conclusione del primo vero e proprio tour all’estero della band, è una raccolta di canzoni di genere “mascherato”, in cui l’amalgama di linguaggi differenti (psych-folk, ambient music, colonna sonora noir) diventa una precisa scelta espressiva, al di là di qualsiasi tentazione revivalistica.

Nothing Outstanding utilizza un ampio arco di mezzi espressivi per tracciare, anche nelle liriche, un ritratto del disorientamento proprio della condizione umana, che diventa di volta in volta fisico, psichico, geografico, metafisico. La voce di Mariotti, in continua trasformazione, guida i brani su per tortuose salite emotive e picchi di estrema perdizione ma anche di inaspettata dolcezza.

Nothing Outstanding mantiene musicalmente la varietà stilistica dei precedenti lavori ma con una maggiore coerenza, grazie ad una struttura che favorisce un ascolto decisamente più fluido e meno schizofrenico, è idealmente diviso in due parti: la prima più impressionista e a tratti disincantata, la seconda decisamente più cupa e violenta.
L’album segue, per tutta la sua durata, un flusso emotivo discendente e passa dall’apparente vivacità di Worried About e The Floating Song e la delicata introspezione di GD e Nothing Outstanding, alla malinconia di Heart of Town, fino a indulgere nelle atmosfere morbose di Nine-legged Spider e Pure Ash Dream. L’iniziale Fabriciborio e la conclusiva The Halfduck Misery sono gli episodi che meglio rappresentano le due opposte anime del disco.
Sotto il profilo formale è stato scelto di adottare regole ben definite di modo che il disco (suonato interamente ed esclusivamente dai tre, senza basso, campioni e strumenti elettronici) risultasse il più possibile fedele alle esecuzioni dal vivo, mantenendo intatta la
carica emotiva dei brani, che risultano sicuramente più diretti e spontanei rispetto al passato.

Nothing Outstanding è stato registrato e mixato da Marco Olivi fra aprile e maggio 2012 al Blue Spirit Studio e al Che Studio! di Milano e prodotto da KING OF THE OPERA e Marco Olivi.

Web:
www.kingoftheopera.com
King of the Opera on Facebook
King of the Opera on Twitter

Video: http://www.youtube.com/watch?v=aozzt93NE68

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LUCHA LIBRE

Lucha Libre è un’Associazione Culturale, una Rivista. Luogo di incontri e scontri, tra immagine disegnata, scienza e letteratura. Dove l’interazione si fa oggetto di carta e emozioni.

Lucha Libre è lavoro sull’immagine: fotografica, illustrata e fumettistica. Diversa e differenziata per stile e influenza, nell’immagine si gioca un percorso narrativo autonomo volto a trasformare la rivista in un oggetto capace di interagire con il lettore in maniera unica e peculiare.

La Lucha Libre è uno spettacolo di lotta messicano. Un viaggio di maschere, corpi, sudore; un luogo simbolico dell’enfasi ludica, della visione come esperienza totalizzante, del divertimento come spazio elettivo della riflessione umana. La Lucha Libre è una forma di combattimento circense, fatta di tentativi, esercizi, voli, sbagli e cadute.

Lucha Libre è un progetto di editoria indipendente; una rivista che, nel suo piccolo, si propone di abbattere i confini limitanti tra settori disciplinari, mescolando amore per il tratto disegnato e per la scrittura scientifica, con la chiara volontà di esplorare le possibilità espressive del racconto critico attraverso linguaggi ibridi.

Lucha Libre è una rivista in cui è bandito il tecnicismo come linguaggio esclusivo, come sistema per costruire barriere; il nostro proposito è quello di rendere accessibili discipline diverse, dall’economia alla filosofia, dall’astrofisica al cinema, mantenendo un atteggiamento di serietà scientifica ma aggiungendo anche una sana dose di divertito eclettismo.

La mostra

La mostra, ispirata nel titolo ad un romanzo di Haruki Murakami, vede  quaranta giovani illustratori e fumettisti confrontarsi con i temi, opposti e complementari, dell’utopia e della distopia. Ogni illustratore ha tratto ispirazione da una differente opera artistica (cinema, letteratura, musica), per produrre un disegno che potesse offrirsi come sintesi del percorso di un grande autore contemporaneo. Hanno preso così corpo delle illustrazioni che riprendessero, e si offrissero da contrappunto, ai film di  Lars Von Trier, Werner Herzog, Bela Tarr, Leos Carax, Sono Shion, Nobuhiko Obayashi o ai romanzi di Walter Siti, Michele Mari, Ermanno Cavazzoni.

Alcune fra le 148 opere così prodotte vengono mostrate al pubblico con degli articoli scritti che ne integrino e ne proseguano la riflessione tematica.

Sito internet/blog: http://cargocollective.com/luchalibre

Foto Ilaria Magliocchetti Lombi

 

 

 

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