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“Di maggio in maggio”: torna a Palermo la rassegna di lettura

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“Di maggio in maggio”, torna da giovedì 21 maggio per il secondo anno la rassegna

 dedicata alla lettura, con presentazioni di libri, dibattiti, mostre e molto altro

 

logo della rassegna di lettura Di maggio in maggio 2015 a PalermoPALERMO – Un ciclo di eventi dedicati al libro e alla lettura, ma anche a mostre, conferenze, bioetica, musica e molto altro. C’è tutto questo nella seconda edizione della rassegna “Di maggio in maggio”, il ciclo promosso dall’Associazione Flavio Beninati – presieduta da Carla Garofalo – in programma a partire da giovedì 21 maggio nei locali di via Quintino Sella 35 a Palermo (con eccezione dell’evento del 29 maggio). Tutti gli incontri, inseriti ne “Il maggio dei libri”, sono ad ingresso libero se non diversamente indicato. Il fitto programma è, poi, è arricchito anche dall’attività quotidiana della biblioteca Flavio Beninati, che ad un anno dalla nascita, possiede già circa 35 mila volumi, frutto per la maggior parte di donazioni private, con pubblicazioni su bioetica, biografie di personaggi italiani, saggi, libri di narrativa, raccolte poetiche, enciclopedie, dizionari e intere collezioni.

Si comincia giovedì 21 maggio, alle 18,30, con la presentazione del libro di Sara Favarò “La messa negata. Storia di Vitti ’na crozza” (Ed Qanat). Il testo, che narra la vera storia della canzone più famosa e oltraggiata della tradizione popolare siciliana, ha visto la sua prima presentazione al Salone Internazionale del Libro di Torino lo scorso 17 maggio. Alla presentazione, che sarà introdotta da Carla Garofalo, sarà presente l’Autrice, che con l’attore Enzo Rinella e la cantautrice Francesca Calamaio, si esibiranno in una anticipazione dell’atto unico teatrale “Dal ventre della terra”, attualmente in tournée in tutta Italia con la compagnia Gruppo Arte Sikelia.

Il libro contiene in appendice l’atto unico teatrale intitolato “Dal ventre della terra”, con foto di scena e set di Giulio Azzarello, dal film Rosso Malpelo di Pasquale Scimeca, e disegni in china di Piero Favarò.

Venerdì 22 maggio, alle 18,30, è in programma un momento d’eccezione: “Architetti che raccontano architetti” è il titolo di una tavola rotonda alla presenza del celebre architetto malese-americano Thomas Tsang, professore alla Hong Kong University, che racconterà il “suo” Aldo Rossi. L’Architetto Tsang ha scelto di confrontarsi con l’esperienza del grande architetto milanese partendo da questo suo pensiero: Dimenticare l’architettura potrebbe essere un titolo più appropriato per questo libro, dal momento che mentre posso parlare di una scuola, di un cimitero, di un teatro, è più corretto dire che parlo di vita, di morte, di immaginazione (Aldo Rossi ).

Sabato 23 maggio, alle 18,30, un altro incontro di portata nazionale, stavolta sui temi della salute mentale. “La casa dei matti. Psichiatria ieri, oggi e domani” è il titolo della tavola rotonda sulla psichiatria, prima e dopo la riforma apportata nel 1978 dalla legge Basaglia in merito agli “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori”. Partecipano Daniele La Barbera, professore ordinario , direttore della U.O.C. di psichiatria dell’A.O.U.P.e direttore della Scuola di specializzazione di psichiatria dell’ l’Università di Palermo; Pietro Mitra, primario emerito di Psichiatria; Giorgio Serio, direttore del Dipartimento Salute Mentale dell’Asp 6. La tavola rotonda sarà introdotta da Carla Garofalo, presidente dell’Associazione Flavio Beninati e coordinata e moderata da Marcello Alessandra, psichiatra, presidente dell’associazione StupendaMente, che patrocinerà l’incontro. I lavori saranno filmati e la documentazione video costituirà parte integrante della mostra “Mentre il leopardo sbrana l’okapi” (titolo tratto da una lettera del pittore Antonio Ligabue), che sarà allestita dal 28 maggio al 15 luglio 2015 negli spazi espositivi dell’associazione.

Lunedì 25 maggio, alle 18,30, la presentazione del libro opera prima di Elio Manili “Cagliostro, l’amico degli uomini” (Edizioni Tipheret). Egitto: 2520 a.C. Il faraone Gedefra, nomina Athenir “Gran Veggente” del regno. Questi rivela che 250 anni prima del chiudersi del quarto millennio, il defunto Altotas, suo predecessore, rinascerà a nuova vita per recarsi a Palermo. La profezia si avvera. Altotas si presenta in casa Balsamo offrendo in omaggio un misterioso scrigno. Giuseppe Balsamo lo apre e ne segue il cammino. Dopo un lungo peregrinare, entra in possesso del manuale della massoneria egizia. Attratto da una forza misteriosa, oltrepassa la porta alchemica. Si ritroverà nel mondo degli inferi, dove sarà dilaniato da due belve infernali. Giuseppe Balsamo, come fenice, rinasce. Ora è il conte di Cagliostro e strabilia con le sue arti extrasensoriali le maggiori corti europee. Amori, misteri, tradimenti, intrighi di corte, magia, esoterismo, alchimia, morte e rinascita ne segneranno il destino.

Martedì 26 maggio, alle 19, Camillofonìe. Performance musicale e presentazione del dvd Camillofonìe prodotto da Manfredi Beninati e Camillo Amalfi, per l’Associazione Flavio Beninati. Libera sperimentazione musicale.

Mercoledì 27 maggio, alle 18,30, “Oggetti smarriti”, pomeriggio di letture a cura di Beatrice Agnello, con l’intervento di Gian Mauro Costa. Oggetti che non esistono più o che sopravvivono ma hanno perso la loro importanza nella nostra vita: dal laboratorio di scrittura “Il tempo ritrovato”, condotto da Beatrice Agnello, sono stati estratti brevi racconti che li ricordano e ricostruiscono l’atmosfera del tempo in cui ci sembravano irrinunciabili. Ci parlerà dei suoi oggetti smarriti anche Gian Mauro Costa, scrittore e giornalista molto attento alle memorie palermitane degli ultimi quarant’anni. Per innescare il gioco della memoria e richiamare alla luce qualche frammento dimenticato della nostra vita recente.

Giovedì 28 maggio, alle 18,30, l’inaugurazione della mostra intitolata “Mentre il leopardo sbrana l’Okapi: lettere dall’ospedale psichiatrico di Palermo”. Mostra di manoscritti autentici (diari, lettere, progetti), disegni e pitture risalenti agli anni ’60 di pazienti dell’Ospedale Psichiatrico di Palermo “Real Casa dei Matti” – Pietro Pisani. Saranno, inoltre, proiettati un filmato inedito degli anni ’60 girato in super 8 e stralci dei lavori della tavola rotonda La casa dei matti: psichiatria ieri, oggi e domani. Nell’esposizione è inserita una documentazione fotografica di Desideria Burgio sulla situazione dei TSO della struttura psichiatrica dell’Azienda Ospedaliera Cervello. La mostra è accompagnata da un catalogo.

Venerdì 29 maggio, alle 18, all’Auditorium Rai di Palermo (in viale Strasburgo 19) si presenta il libro curato da Alberto Samonà, dal titolo “Panormus, Genio oltre il visibile. – Racconti dal piccolo e dal grande mondo” (Tipheret editore).Nel volume, i racconti di Francesco Crispi, Valentina Frinchi, Elena Grasso, Letizia Lapis, Chiara Lo Cicero, Rosella Misuraca, Stefania Sola, Mariella Tedesco, Lucia Vincenti. Con i versi di Francesco Di Franco e la postfazione di Carla Garofalo. Appendici di Alberto Samonà e Mari Albanese. Alla presentazione, saranno presenti gli autori dei racconti inseriti nella raccolta. Introduce e presenta Mari Albanese. Con Carla Garofalo. Letture di Diletta Costanzo. Ingresso libero. Immobile, al centro del cerchio. In un silenzio mistico e regale il Genio volge lo sguardo su pianure e colline, su quartieri che brulicano di persone e verso il mare. Panormus è il suo nome, come la città che Egli sovrintende, proiezione del Divino su questo piano di esistenza. Custode di territori e nume tutelare di genti che oltrepassano la storia. Il Genio di Palermo è, al contempo, figura mitica e realtà. Ieri come oggi la sua presenza è richiamata da poche statue, ma è nel suo invisibile respiro che si cela il silenzio del suo sguardo. Questo volume, a cura di Alberto Samonà, raccoglie i contributi di alcuni Autori, che hanno scelto di andare oltre il visibile, per raccontare il soffio che ancora oggi promana dal Genio e dal Sacro. Cristianità, Islam, Paganesimo, silenzio, frenesia: tutto torna al proprio posto. E un legame, che unisce passato e futuro nell’eterno presente, diviene possibile grazie a Colui che oltrepassa il tempo, per ricongiungere il nostro piano con l’Assoluto.

Sabato 30 maggio, infine premiazione del concorso per fumettisti “Un fumetto per Flavio”, indetto dalla stessa Associazione Flavio Beninati. EVENTO WEB. Tutte le informazioni sul sito internet www.flaviobeninati.net.

 

“Di maggio in maggio”, il via domani con il libro di Sarà Favarò “La messa negata – Storia di Vitti ‘na crozza” e una performance tratta da “Il ventre della terra”

Prende il via domani, giovedì 21 maggio, alle 18,30, in via Quintino Sella 35, con la presentazione del libro di Sarà Favarò “La messa negata – storia di Vitti ‘Na crozza” la rassegna “Di maggio in maggio”, promossa dall’associazione Flavio Beninati. Il libro – che è stato già presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino, lo scorso 17 maggio, – è alla sua prima presentazione palermitana. Alla presentazione, che sarà introdotta da Carla Garofalo, sarà presente l’autrice che, con l’attore Enzo Rinella e la cantautrice Francesca Calamaio, si esibiranno in una anticipazione scenica del suo lavoro teatrale “Dal ventre della Terra”, attualmente in tournée con la compagnia Gruppo Arte Sikelia.

Il testo, oltre al saggio dove l’autrice racconta la storia della canzone e le implicazioni di ordine sociale e culturale in essa contenute, contiene in appendice l’atto unico teatrale “Dal Ventre della Terra”, della stessa Favarò, ed è arricchito dalle foto di scena e set di Giulio Azzarello, dal film “Rosso malplelo” di Pasquale Scimeca, e i disegni in china di Piero Favarò.

“Vitti ’na crozza è la canzone più manipolata e oltraggiata della tradizione siciliana. Protagonista della canzone è ’na crozza, ossia un teschio che, attraverso il suo racconto, si fa promotore di una forte denuncia sociale. – Dichiara Sara Favarò – L’allegro refrain è stato aggiunto da una casa discografica, molti anni dopo la sua prima incisione che risale al 1951, per motivi prettamente commerciali. Tale allegro motivetto se da un lato ha reso famoso il brano anche oltre oceano, dall’altro lato ha finito per mortificare il significato di una canzone che parla di sofferenze atroci e che è una drammatica invocazione di giustizia e di fede. Fede in una Chiesa che fino alla metà del secolo scorso vietava che si suonassero le campane a morto per tante categorie di persone tra cui: artisti, comunisti, suicidi, omicidi, minatori che morivano nel ventre della terra. Il famoso “cannuni” dove viene ritrovato il teschio non è il cannone da guerra. Altro che: trarallalleru lalleru lallà!!!”.

Sono tanti i motivi di denuncia contenuti nella canzone e sono tanti i sedicenti autori del testo e della musica. Dieci anni di ricerca di Sara Favarò danno risposta ai tanti quesiti, anche attraverso testimonianze di chi ha vissuto sulla propria pelle mortificazioni, dolori, stenti, privazioni, divieti!

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