Daniele Silvestri live a Firenze

Daniele Silvestri live a Firenze

 

 

 Il Teatro “Sachall” di Firenze accoglie entusiasta la penultima tappa dello “SCOTCH TOUR” di Daniele Silvestri, cantautore romano che ha da sempre un ottimo feeling col pubblico fiorentino.

L’artista sale sul palco verso le 21 e 30 e previa domanda “sorniona: ” Avete avvisato a casa che stasera farete molto tardi?” inizia lo show.

Lo spettacolo – di circa due ore e trenta – si snoda in una scaletta accattivamente, ove i brani, sapientemente ripartiti per generi musicali (dapprima pop, poi acustico, a seguire tecno, ed infine funky) ricomprendono generosamente l’ultimo lavoro “Scotch”. Difatti viene eseguita dapprima LE NAVI, e subito dopo, la cover di Giorgio Gaber, IO NON MI SENTO ITALIANO, quindi l’emozionante ACQUA STAGNANTE. Ancora, con l’accompagnamento corale del pubblico, si susseguono SORNIONE e PRECARIO E’ IL MONDO.

Sul palco, Silvestri è accompagnanto dalla band c.d. “I SOLITI NOTI”, ovvero Gabriele Lazzarotti, Gianluca Misti, Maurizio Filardo, Piero Monterisi e Ramon Josè Caraballo, musicisti capaci e versatili, in grado di spaziare con disinvoltura fra i generi musicali completamente diversi tra loro che si susseguono.

Il cantautore stasera appare in vena di divertisi, non solo nel suonare e cantare, ma soprattutto nell’interagire col suo pubblico, per cui ripropone con energia molte gemme del suo repertorio quali l’emblematica IL MIO NEMICO, TESTARDO, GINO E L’ALFETTA, fino ad arrivare alle canzoni più attese, ovvero i suoi successi più noti quali LA PARANZA, SALIRO’ e la storica LE COSE IN COMUNE.

Inaspettatamente, arriva anche L’UOMO COL MEGAFONO, brano poco eseguito live.

Al riguardo, ci si consenta di notare che detto brano – il cui testo è semplice ma diretto, di grande valenza sociale – è stato composto agli esordi della carriera da un giovanissimo Silvestri per partecipare al Festival Sanremo, classificandosi però all’ultimo posto della kermesse, particolarità questa che lo accomuna ad alcuni mostri sacri della musica italiana, fra i quali un certo Vasco Rossi…

Siamo al termine del concerto e, ad un pubblico sempre più esaltato, viene quasi “lanciata” la mastodontica “COHIBA”, la canzone dedicata a Ernesto Che Guevara (personaggio che non ha certo bisongo di presentazioni). Per questo finale incandescente salgono sul palco anche Enriquez e Marco, componenti storici del gruppo fiorentino BANDABARDO’ i quali, fra l’altro, spesso durante i loro concerti eseguono questa canzone.

La platea prende fuoco sia per il ritmo che per il caldo, ma soprattutto per un momento di esaltazione musicale che vede tutti gli artisti suonare la batteria.

E’ affascinante notare come Daniele Silvestri non si limiti a “stare” sul palco ma, tra canzone e canzone, ami parlare al suo pubblico affrontando spesso argomenti impegnativi e poco consueti. Qualcuno lo ha definito un cantautore dal cuore rivoluzionario e secondo me la definizione calza a pennello .

Roberto Roby Bruno

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