I crimini d’odio contro le persone LGBTIQ spesso non vengono denunciati, rendendo difficile avere dati affidabili. Keystone / Georgios Kefalas
Ogni settimana in Svizzera vengono denunciati circa sei crimini d’odio contro persone LGBTIQ (minoranze sessuali e di genere). Un dato stabile, ma che secondo le associazioni mantello rappresenta solo la punta dell’iceberg.
L’ottavo rapporto sui crimini d’odio pubblicato venerdì dalla LGBTIQ Helpline registra 281 segnalazioni di violenze e discriminazioni contro persone lesbiche, gay, bisessuali, trans, intersex e queer nel 2025. Sono 28 in meno rispetto all’anno precedente.
I dati ufficiali rappresentano però solo una minima parte della realtà, denunciano le organizzazioni per i diritti delle persone LGBTIQ. Le loro affermazioni si basano sui risultati di un recente studio condotto a Ginevra, secondo cui oltre l’80% delle persone interessate ha già subito discriminazioni o violenze nello spazio pubblico.
Mentre domenica si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia, l’interfobia e la transfobia, le organizzazioni mantello LGBTIQ lanciano un appello a “ridurre il numero dei casi non denunciati e aumentare le segnalazioni di crimini d’odio”.
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