Costruzioni e cantieri, piccoli segnali di ripresa in Italia

 

Produzione di macchine in aumento, ma imprese in contrazione: c’è qualche segnale positivo per il mondo delle costruzioni in Italia, secondo quanto rilevato dal rapporto Cribis, ma la strada per lasciarsi definitivamente alle spalle la lunga congiuntura economica negativa è ancora lunga.

Il punto sul settore. A tracciare gli aspetti più critici del contesto delle costruzioni in Italia è l’ultimo report del Cresme, il Centro di ricerche di mercato e servizi per chi opera in questi comparti, che ha evidenziato come, nonostante un progressivo incremento del fabbisogno di abitazioni, l’aspetto delle nuove realizzazioni in ambito edile sia sempre meno rilevante, soprattutto sul versante del valore della produzione.

Imprese in calo. Pertanto, specificano i tecnici del Cresme, non devono stupire i dati sull’occupazione, già anticipati nel documento realizzato dall’Osservatorio Casse Edili del Sistema bilaterale delle Costruzioni, che certificano come nel primo semestre di quest’anno le ore lavorate sono diminuite del 3,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016. Il fenomeno, secondo le rilevazioni, non è legato a dinamiche territoriali specifiche, perché coinvolge tutta la Penisola, anche se in modo differente.

Segno meno in tutta Italia. Nello specifico, nelle regioni del Nord-Ovest italiano la flessione è stata più contenuta, pari allo 0,5 per cento; nel Nord-Est arriva all’1,7 per cento, mentre nelle altre zone del Paese le percentuali salgono in maniera più netta, con il meno 2,4 per cento delle regioni centrali e, soprattutto, il terribile calo di 11,7 punti percentuali registrato dalle aree del Sud in appena dodici mesi.

Giù anche l’occupazione. Allo stesso tempo, si conferma anche la riduzione del numero delle imprese attive nel mondo delle costruzioni: sempre focalizzandoci sul primo semestre 2017, il tasso della media nazionale del 4,6%, ma al Sud ha raggiunto percentuali peggiori e più preoccupanti, scendendo all’8,3 per cento e al meno 9,5 per cento per le isole. Ultimo dato citato dal Cresme è quello dell’andamento dell’occupazione destagionalizzata, su base Istat: questa volta il periodo preso in esame è il secondo semestre dell’anno in corso, e la quota si è ridotta del 2,1 per cento anche a causa del forte ridimensionamento degli investimenti in opere pubbliche.

Ecco qualche luce. Se questo è il quadro a tinte fosche descritto dal Cresme, qualche elemento più positivo arriva invece dall’ultimo rapporto Cribis sul settore macchine per costruzioni, che segnala invece un mercato particolarmente dinamico a supporto della produzione di attrezzature. È infatti confortante che il comparto abbia chiuso lo scorso anno con un più 21 per cento e un fatturato complessivo di 306 milioni di euro, grazie in particolare alle buone prestazioni dei segmenti di macchine movimento terra, mezzi per la preparazione degli inerti e gru a torre.

Nuove dinamiche. Positivo anche il comportamento degli altri settori – a eccezione di macchine stradali e mezzi per la perforazione, in calo – come macchinari per il calcestruzzo e macchine per interventi aerei; un ambito, quest’ultimo, in cui si fa sentire anche il “peso” delle nuove modalità di acquisizione da parte delle imprese, che oggi possono rivolgersi a portali come Giffi Noleggi per richiedere il  noleggio piattaforme aeree  e altri macchinari, così da impattare meno sui bilanci aziendali.

Strategie green. La strategia del noleggio viene anche considerata come una nuova leva dell’attenzione del mondo delle costruzioni alle tematiche della sostenibilità ecologica e della riduzione dell’impatto ambientale, che si afferma attraverso l’introduzione delle innovazioni tecnologiche che possono apportare ulteriori benefici a beneficio della collettività e dell’ambiente.

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