CONOSCERE L’ARTE NON È SEMPRE UN COSTO

Talvolta è sufficiente acquistare un quotidiano che abbina un catalogo o una monografia… in attesa di visitare le bellezze ospitate nei musei

di Ernesto Bodini (giornalista e critico d’arte)

Philippe Daverio

È un po’ di tempo che non seguo (per recensire) le attività artistiche, come ad esempio le esposizioni in gallerie d’arte, e questo ancor prima dell’evento pandemico. Per quanto riguarda Torino (e provincia), dove risiedo, mi consta che negli ultimi anni diverse Gallerie d’arte hanno chiuso i battenti, e credo per una serie di motivi. A mio avviso negli anni c’é stato un calo dei visitatori e/o acquirenti-collezionisti, ma anche per i costi di gestione che sono sicuramente lievitati sia per gli espositori che per i galleristi. Inoltre mi viene da dedurre che più in generale sia diminuito anche un certo interesse per l’Arte, sia perché ciò richiede una certa sensibilità e sia per l’impoverimento della Cultura. Tutto questo va di pari passo, non a caso, con la chiusura di un certo numero di librerie: anche se negli ultimi anni molte pubblicazioni sono state di prezzo contenuto (edizioni Oscar e riedizioni), e quindi per tutte le tasche, e ciò perché si legge sempre meno sia in Piemonte che nel resto dell’Italia. Ad essere cinici si direbbe che ciò è un “malaffare” ma è una verità che si scontra con la ripresa e l’incremento di manifestazioni più ludiche, se non anche più dispendiose per il fruitore: basti pensare agli affollatissimi stadi di calcio o le arene che ospitano i cosiddetti leader della canzone e dello spettacolo in genere, che poco offrono e moltissimo guadagnano! Quindi, è questa l’Italia che le Istituzioni tanto vantano d’essere la culla della Cultura designando ospite ora una città ora l’altra? È pur vero che il nostro Paese riserva ancora molti spazi e tesori immensi, ovvero capolavori e testimonianze datate millenni, ma è altrettanto vero che ben pochi (in proporzione al numero degli abitanti) ne fruiscono per passione… Probabilmente l’attuale ministro per i Beni Culturali e Ambientali mi vorrà correggere, se non redarguire, ma ripeto, a mio avviso l’interesse per la Cultura degli italiani se non è diminuito non è certo aumentato. Inoltre, va anche detto che la disponibilità dei vari social permette la visione di molte fonti artistiche con relative descrizioni e commenti, ma va da sè che per i “puri” del reale l’accesso diretto è tutta un’altra cosa. Nel frattempo, però, anche se l’Editoria cartacea ha subito un tracollo vi sono ancora pubblicazioni che spesso vengono abbinate alla vendita dei quotidiani e/o dei periodici, e in taluni casi sono disponibili anche in omaggio. Personalmente, quale assiduo lettore di giornali e riviste di scienza, cultura e attualità, dal giornalaio di cui mi servo trovo spesso molte opportunità editoriali, anzi, fin troppo e quale “fedele” cliente, di tanto in tanto mi fa omaggio di un inserto o di un catalogo anche dal tema artistico. (E quando posso, mi fermo anche nelle librerie per acquistare qualche novità…).

Recentemente mi ha omaggiato della pubblicazione (abbinata al Corriere della Sera) della serie Musei del mondo – Galleria Palazzo Pitti, di  Philippe Daverio (1949-2020), professore di Architettura, noto gallerista e commentatore d’arte televisivo. Si tratta di una ricca monografia a colori nella cui introduzione dà largo censo al museo di Palazzo Pitti (Firenze): dalla storia al suo complesso museale, dalle collezioni ai più significativi capolavori; oltre a terminare con un elenco di esaustive biografie degli artisti i cui lavori meriterebbero essere citati tutti. Ma credo che sia sufficiente citarne alcuni come la “Madonna della seggiola” (olio su tavola) di Raffaello Sanzio noto come Raffaello; “Madonna col bambino e santi” (olio su tavola) di Rosso Fiorentino; il bel “Ritratto di gentiluomo” (olio su tela) di Tiziano Vecellio noto come Tiziano. Ed ancora. ”Battesimo di Cristo” (olio su tela) di Paolo Veronese; “Ritratto di Marcantonio Martelli, cavaliere di Malta” (olio su tela) di Michelangelo Merisi, meglio noto come Caravaggio; imponente non per dimensione ma per il coinvolgente primo piano “Giuditta con la testa di Oloferne” (olio su tela) di Cristofano Allori; e per finire (ma soltanto per questione di sintesi) “Apollo e Marsia” (olio su tela) di Giovanni Francesco Barbieri noto come Guercino. Un’ultima considerazione. Anche se le ristrettezze imposte dalla pandemia hanno penalizzato le nostre uscite per lungo tempo, impedendoci di accarezzare dal vivo quelle preziose opere d’Arte, l’editoria cartacea non ha subito gli effetti della virulenza covid, se non quella del disinteresse; inoltre, potenzialmente tutti possiamo essere dei critici d’arte: si provi a visitare una Galleria o lo scorcio di un museo, descrivere quello che più ci emoziona e metterlo in rete… chissà, forse anche questo è un modo per riavvicinarsi seriamente all’Arte e alla Cultura!

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