Keystone / Gaetan Bally
Il consumo di latte crudo può presentare un rischio sanitario per le persone anziane o fragili, le donne in gravidanza e i bambini piccoli a causa della sua possibile contaminazione da batteri patogeni. Ma oltre alle tradizionali diarree, febbri o allergie, una nuova patologia è associata a questo alimento: l’encefalite da zecche.
Finora si sapeva che l’encefalite da zecche poteva essere trasmessa all’essere umano tramite la puntura diretta di una zecca. Ma l’Agenzia francese per la sicurezza alimentare ha identificato una nuova modalità di trasmissione. L’infezione può essere contratta anche consumando latte crudo proveniente da un animale a sua volta infettato da una zecca. Questa problematica riguarda anche i prodotti lattiero-caseari realizzati con latte crudo.
L’encefalite è la malattia più grave causata dalle zecche. Questa infezione virale può provocare un’infiammazione del cervello e delle meningi che può causare gravi sequele, o persino la morte. Non può essere trattata con farmaci, ma esiste un vaccino.
A causa del riscaldamento climatico, le zecche hanno notevolmente esteso il loro habitat. In costante aumento, il numero di punture è salito a circa 15’000. Prudenza quindi, ma niente panico: l’encefalite da zecche colpisce solo una trentina di persone all’anno in Svizzera.
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