Monika Schmutz Kirgöz, ambasciatrice svizzera in Medio Oriente Keystone / Peter Klaunzer
“Penso che un’escalation regionale possa essere evitata”. In un’intervista rilasciata a Blick, l’ambasciatrice svizzera in Medio Oriente, Monika Schmutz Kirgöz, torna sulle prospettive di pace nella regione. Parla anche del ruolo della Svizzera.
Nonostante la ripresa delle ostilità tra l’Iran e gli Stati Uniti, l’ambasciatrice svizzera in Medio Oriente, Monika Schmutz Kirgöz, nota anche segnali positivi. “Attualmente i diversi attori restano in contatto attraverso numerosi canali. Tutti cercano di evitare una nuova escalation”, osserva, sottolineando che una guerra non serve agli interessi di nessuno.
“La Svizzera ha investito enormemente nel mantenimento dei canali di dialogo, in particolare tra gli Stati Uniti e l’Iran”, afferma la responsabile della Divisione Medio Oriente e Africa del Nord del Dipartimento federale degli affari esteri. Ritiene che siano in vista nuove discussioni sul memorandum in 14 punti tra Stati Uniti e Iran, senza però fornire indicazioni sulle tempistiche.
La diplomatica afferma inoltre che il mandato di potenza protettrice della Svizzera tra gli Stati Uniti e l’Iran continua a funzionare. Cita l’esempio degli scambi di prigionieri: “La liberazione di cittadini statunitensi è stata resa possibile tramite la Svizzera”. Ricorda tuttavia che gran parte del lavoro della Confederazione si svolge lontano dai riflettori: “È la classica diplomazia discreta. Si sviluppa nel lungo periodo, senza megafono”.
Il servizio proviene da www.tvsvizzera.it
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