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Come interpretare la notte dei morti viventi?

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Si avvicina la notte del 31 Ottobre, che “festeggia” Halloween, è la notte delle streghe, dei fantasmi e delle zucche gialle davanti i portoni di casa a mo’ di lanterna per scacciare gli spiriti malvagi.

Ormai l’Italia da un po’ di tempo si è lasciata contagiare da questa festa che non fa parte del nostro costume, si tratta infatti di una celebrazione americana, che ormai è entrata a far parte anche della nostra cultura.

Confrontare le varie culture è sintomo di apertura da parte dei popoli, costituisce infatti un arricchimento in termini culturali. Scegliere di intraprendere un certo percorso culturale piuttosto che un altro, a volte però può essere errato, perché va a intaccare la tradizione. Questo è quello che è successo in Sicilia, infatti, da quando Halloween e i suoi spiriti si sono addentrati, come nel resto dell’Italia, nella cultura siciliana.

Quando ero bambina, infatti, in questo periodo dell’anno si aspettava con ansia la notte tra l’1 e il 2 novembre. La notte tra la festa di tutti i santi e la commemorazione dei morti. Mi ricordo che mio padre mi raccontava che in quella notte, tutti i morti si svegliavano e pensavano a tutti i bambini. Tutti i morti di famiglia, infatti, in modo particolare i nonni, portavano ai bambini doni e dolci tipici. I negozi di giocattoli rimanevano aperti per l’intera notte ed i genitori si apprestavano ad acquistare balocchi ai loro figli per conto dei loro defunti. Tante bancarelle venivano allestite per le strade, stracolme di dolci tipici, come “I Pupi di zucchero”, “La pasta di miele”, “I Totò”, “La Sussa di Miele”, “I Mustazzuoli”, “La chiave di San Pietro”, “La Frutta Martorana” e tanti altri dolci prelibati.

Oggi, purtroppo, questa tradizione è andata a morire, per lasciar posto alla notte di Halloween. Ma se è vero che entrambe le feste sono rivolte ai bambini, non è più bello forse far loro credere che i  nonni dall’alto li pensano e almeno una volta l’anno si ricordano di loro con un dono? Io, nonostante tutto ho mantenuto la tradizione, ed i miei bambini ogni anno aspettano quella notte per ritrovare sotto il letto i doni dei loro nonni morti e vi posso assicurare che questa cosa li rende felici.

Sta a noi, quindi, dare la giusta interpretazione alla “notte dei morti viventi”.

Giusy Chiello

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2 Commenti su Come interpretare la notte dei morti viventi?

  1. e brava Giusy! anche da noi c’era un’usanza simile e qualcuno continua a tramandarla.

  2. bene!

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