Claudio Santamaria è “Gospodin”, antieroe tragicomico

 

Gospodin_Claudio Santamaria

Sarà l’attore Claudio Santamaria, volto noto del cinema e della tv, a indossare i panni dell’antieroe tragicomico “Gospodin”, sabato 16 gennaio al Teatrodante Carlo Monni (inizio spettacolo ore 21, piazza Dante n.23, Campi Bisenzio). 

Lo spettacolo è una nuova produzione di Giorgio Barberio Corsetti, sul testo del giovane autore tedesco Philipp Löhle. Un teatro fatto di sorprese, che esplora con ferocia le contraddizioni di una società votata al consumismo, e che racconta le scorribande allucinate di Gospodin in una città che assomiglia ad ognuna delle grandi città in cui viviamo.

“Gospodin” è un sognatore, si ribella al capitalismo e cerca di vivere senza denaro, trovando finalmente la sua libertà solo in prigione. La pièce rimanda a una visione spietata dell’umanità, che dipende dai soldi e dal consumo, una società che viene descritta in modo graffiante, acuto, ironico e pungente. In essa si muove una galleria di  personaggi comici strampalati, miserabili e idealisti,  che raccontano il mondo con poesia e feroce malinconia. Sul palco, oltre a Claudio Santamaria, Federica Santoro e Marcello Prayer.

Parte integrante dell’impianto scenico è l’interazione degli attori con contributi video realizzati attraverso tecniche varie, quali graphic animation e video mapping.

Dice l’attore Claudio Santamaria: “Gospodin è un diverso che vede le ingiustizie del mondo come tutti noi, ma a differenza nostra va fino in fondo. È così coerente da risultare assurdo, rifiutando tutto quel che ostacola la sua libertà. Ma non è un filosofo, è un pragmatico. A modo suo non fa che invocare un po’ di buon senso. Certo, nel rifiuto della società arriva alle conseguenze estreme, ma in qualche modo sento un’affinità con lui. Anche io sono incapace di accettare un lavoro solo per soldi”.

Dice il regista Barberio Corsetti: “Gospodin siamo noi, quando vorremmo mollare tutto e vivere in pace, senza il condizionamento, la pressione del guadagno. Gospodin è comico, è tragico, è adesso”.

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