Cesvot: “Riorganizzazione necessaria per sostenere le associazioni”

La crisi delle fondazioni bancarie si ripercuote da anni anche sul Cesvot: dal 2007 risorse  diminuite del 75%

“Riorganizzazione necessaria per sostenere le associazioni”

E’ dal 2011 che l’ente contrae i servizi al volontariato toscano

logo del CesvotIl quadro nazionale. I Centri di Servizio per il Volontariato vivono una crisi importante dovuta alle minori assegnazioni degli importi delle fondazioni bancarie. Rispetto al 2007 la percentuale dei fondi destinata ai 78 Centri di Servizio per il Volontariato italiani si è ridotta ad un quarto. Il sistema nazionale è passato, infatti, da 120 milioni di euro a circa 30 milioni attuali.

In Toscana. E’ il secondo anno consecutivo che Cesvot lavora “in disavanzo”. Le entrate sono inferiori ai cosiddetti “costi incomprimibili”. Poco più di 2 milioni di entrate contro 1.840.000 di spese solo per l’organico: 37 dipendenti complessivi fra sede regionale e delegazioni. Lo stesso organico di quando Cesvot poteva contare su 8-9 milioni di entrate l’anno.

“Sono presidente del Cesvot da appena un anno e vorrei garantire a questo Centro Servizi un futuro perché so benissimo che è un patrimonio fondamentale per le 3350 associazioni di volontariato di questa regione e, di conseguenza, per tutta la comunità toscana. Ho ereditato una situazione complicata e il mio senso di responsabilità impone che i problemi vengano affrontati. Troppo spesso in questo paese chi governa non affronta le difficoltà, rimandando le scelte e lasciando ai successori le patate bollenti. In questo anno abbiamo ridotto drasticamente le consulenze esterne fin dove non venivano messi in discussione i servizi fondamentali per il volontariato. Abbiamo disdetto alcune sedi nelle quali siamo in affitto ed avviato un processo di risparmio diffuso. Mi preme inoltre ricordare che abbiamo rafforzato le partnership con le istituzioni locali e con Regione Toscana in modo da avviare nuovi filoni di attività e di incremento risorse anche oltre i fondi attribuiti per legge”.

“E’ bene ricordare – aggiunge Gelli – che Cesvot ha potuto garantire la piena occupazione e i servizi al volontariato utilizzando parte dei soldi risparmiati negli anni in cui i fondi erano molto maggiori. Una riserva che ha consentito a questo ente di continuare ad esistere malgrado le contrazioni economiche alle quali è stato soggetto. Le riserve sono servite, infatti, ad integrare la quota annuale di assegnazione ed hanno consentito di redigere almeno tre bilanci coprendo una situazione di deficit di partenza. Saremmo degli irresponsabili a proseguire su questa strada senza prendere provvedimenti di vera riduzione delle spese. Per dare un futuro a Cesvot la sua organizzazione dovrà essere compatibile con le risorse di cui potrà disporre. E’ dal 2011 che Cesvot, chiedendo sacrifici alle associazioni, taglia servizi ed attività. Anche per il 2015 si prevedono tagli ai servizi per complessivi 400mila euro. E’ ora inevitabile intervenire anche sui costi del personale. Non bastano e non basteranno le tante azioni di nuova programmazione e di risparmio già intraprese”.

Nei giorni scorsi l’Assemblea dei soci di Cesvot (31 associazioni a rilevanza regionale) ha approvato, con due sole astensioni, il Progetto di intervento attività 2015. Un piano che incide sui costi fissi delineando una struttura sostenibile per il futuro.

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