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Caso Oerlikon Graziano: licenziare un trapiantato è un gesto indegno

«Questo gesto di una grande azienda del settore dell'auto è vergognoso, antistorico, e fa ricordare i "Padroni delle ferriere", non un’azienda moderna che firma contratti nazionali e integrativi aziendali con le OO.SS., con le quali ha regolari attività per la risoluzione delle controversie» commenta Giuseppe Argiolas, presidente della Prometeo AITF Onlus, associazione sarda di trapiantati.

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Riceviamo e pubblichiamo:

logo Prometeo AITF OnlusSe solo lontanamente l’Amministratore Delegato della Oerlikon Graziano avesse avuto sentore di che cosa sia per un trapiantato la malattia, l’attesa della fatidica telefonata, l’intervento di trapianto con rianimazione prima e terapia intensiva dopo e, per finire, il follow up del post trapianto, crediamo che non avrebbe mai firmato un lettera di licenziamento come ha fatto con il signor Antonio Forchione, trapiantato di fegato alle Molinette di Torino.

Questo gesto di una grande azienda del settore dell’auto è vergognoso, antistorico, e fa ricordare i “Padroni delle ferriere”, non un’azienda moderna che firma contratti nazionali e integrativi aziendali con le OO.SS., con le quali ha regolari relazioni sindacali per la risoluzione delle controversie aziendali.

Come associazione dei trapiantati Prometeo Aitf Onlus, siamo solidali con Antonio Forchione perché lui è uno di noi, un trapiantato di organo, un uomo, un padre di famiglia, un lavoratore che per 25 anni è stato al servizio della sua azienda fino a quando la salute glielo ha permesso.

Antonio nella sfortuna della malattia, che gli ha compromesso irrimediabilmente il fegato, ha avuto la fortuna di poter ricevere un grande Dono da una meravigliosa e generosissima famiglia che gli ha permesso di cominciare una nuova Vita, quando ormai aveva già intravisto la sua ultima fermata.

I grandi traguardi delle nostra Sanità pubblica, i meravigliosi e incredibili successi della Rete trapiantologica italiana, rendono possibili nel nostro Paese ogni anno circa 3.000 trapianti d’organo,  che riportano la maggior parte di queste persone  ad avere una qualità della vita migliore rispetto a prima della malattia.

La maggior parte dei trapiantati d’organo, qualunque sia l’organo trapiantato, riprende una vita  normale condizionata solo dalla periodicità delle visite ospedaliere e dall’assunzione di farmaci immunosoppressori,  così come capita  per  tante altre patologie.

Per cui riteniamo arbitrario – ed anche fuori da qualsiasi norma codificata dalla contrattazione con le OO.SS. e datoriali – quanto deciso dall’azienda Oerlikon Graziano,  che in questa circostanza ha dimostrato solo di seguire logiche del “profitto prima di tutto” e  di avere un concetto non datoriale del lavoro,  ma solo ed esclusivamente “Padronale”, al di fuori di qualsiasi regola.

Invitiamo il ministro del Lavoro Poletti a intervenire,  con l’autorità che gli deriva dal ruolo, su questo vergognoso licenziamento,  obbligando l’azienda a ritirarlo e, pari tempo, chiediamo alla Commissione Lavoro della Camera un provvedimento che garantisca i trapiantati di organi,  portandoli ad avere una tutela maggiore,  magari  anche incentivando i datori di lavoro ad assumerli,  con la riduzione dei contributi  nell’eventualità di ridotte capacità lavorative del lavoratore trapiantato.

Nel ringraziare le confederazioni sindacali di CGIL, CISL e UIL  per aver proclamato uno sciopero di protesta e  tutti i colleghi di Antonio Forchione per la risposta che hanno dato con la loro mobilitazione, invitiamo anche la  Ministra  della Sanità, Beatrice Lorenzin, a prendere posizione su questo caso emblematico perché non ha senso salvare una persona da morte certa con un trapianto, con tutto quello che questo comporta per la nostra Sanità, per poi lasciarlo morire senza un lavoro.

PROMETEO AITF ONLUS REGIONALE
IL PRESIDENTE
Giuseppe Argiolas

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