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Caro Governo, te li dò io gli 11 miliardi che ti mancano!

Così l'Europa si dà una calmata

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Oggi 3 dicembre apriamo con una riflessione scritta da Jacopo Fo.

Riassumendo in due parole, la manovra del governo scatena le ire europee perché prevede un indebitamento dello 0,6% del pil in più del previsto. Il pil italiano nel 2017 è di 1.716 miliardi di euro. Lo 0,6% del pil sul quale si litiga sarebbero 10,2 miliardi di euro. Il pil nel 2018 è un po’ aumentato (circa dell’1,1%) quindi diciamo che la questione gira intorno a 11 miliardi di euro di indebitamento in più.
Servirebbe quindi che, mentre si preparano le Grandi Riforme, si riesca e mettere in campo un miglioramento, appunto, di 11 miliardi. Basterebbe aumentare un po’ il pil e tutto andrebbe a posto. Oppure potremmo ridurre un po’ le spese.
Il bello della situazione è che possiamo farlo alla svelta se riusciamo ad aumentare di un capello l’efficienza del sistema. Il ragionamento è semplice: intanto che si progettano le Grandi Riforme possiamo riuscire a far funzionare un po’ meglio quel che c’è? Ad esempio, il grande giurista Cassese ha dichiarato in tv che abbiamo 150 miliardi di euro stanziati dallo Stato e dall’UE che non si riesce a spendere e che rischiamo di perdere. Se riuscissimo a spenderne il 20% in più del previsto sarebbero già 30 miliardi di aumento del pil. Lo stato potrebbe incassare più soldi dalle tasse se finalmente si finisse di attuare la digitalizzazione dei dati, e fossero incrociate le informazioni del catasto, bancarie, societarie con le dichiarazioni dei redditi. È quasi tutto pronto ma ancora nessuno è riuscito a schiacciare il pulsantino che fa partire il sistema… Li incassiamo altri 5 miliardi?
E se si riuscisse ad abbassare del 5% il peso della burocrazia sulle piccole e medie imprese quanti investimenti si muoverebbero? La burocrazia è una tassa nascosta del 10%… Una decina di miliardi di pil li guadagneremmo?
I centri di assistenza per i disoccupati non funzionano. Non esiste neanche un censimento nazionale dei posti di lavoro disponibili e certi centri per l’impiego non sono neanche collegati. Se prima della grande riforma del sistema dell’assistenza ai disoccupati li colleghiamo riusciamo a ottenere un aumento dell’efficienza dell’1%? Quanto fa in pil?
E se facciamo come in Germania, Usa e Francia dove in farmacia ti danno le medicine nel numero esatto prescritto dal medico, è vero che risparmiamo almeno 2 miliardi di euro all’anno (è una campagna che da mesi ha lanciato www.peopleforplanet.it)?
E se si lanciasse una campagna di informazione che spiega che antibiotici e radiografie è meglio consumarli il meno possibile, quanti malati in meno per eccesso di antibiotici e raggi avremmo? Quanto si risparmierebbe?
E se organizziamo un sistema di sostegno alle nuove imprese con tutoraggio e formazione è vero che potremmo aumentare almeno dell’1% il numero delle imprese che sopravvivono?
E quanto risparmierebbe lo Stato se fosse finalmente reso operativo per tutte le spese della pubblica amministrazione un prezzario unico nazionale?
Fai le somme, caro Governo, e vedi che la rissa con l’UE dipende solo dal fatto che non si è messo mano ai piccoli miglioramenti ma solo al Grande Cambiamento. Ma non si è mai visto nella storia del mondo che un Grande Cambiamento avvenisse senza la realizzazione di tanti piccoli cambiamenti.
Oggi invece assistiamo a iniziative buone solo a suonare il trombone e la grancassa e che mirano alla parte irosa e disinformata degli italiani. C’è un solo modo di cambiare e andare nella giusta via: dimostrare agli italiani che apprezzano i fatti concreti una capacità artigianale di mettere assieme tanti piccoli miglioramenti che si possono realizzare realmente, ottimizzando e puntando sulle molte esperienze positive messe in campo da tanti dipartimenti dello stato che funzionano.

 

www.peopleforplanet.it

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