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Carceri: intervista a Carmelo Musumeci condannato al “fine pena mai”

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Domande ingenue e terribili, risposte delicate e spesso terribili. Un’intervista che, in modo autentico e senza forzature, scaturisce da una chiacchierata con alcuni ragazzi di Nereto, piccolo paese in provincia di Teramo. A rispondere Carmelo Musumeci, detenuto nel carcere di Spoleto, condannato all’ergastolo ostativo. Voglio ringraziare, anche a nome dei ragazzi, l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che ha permesso questo confronto. Ma il nostro viaggio nel pianeta carcere, o come lo definisce Musumeci “l’assassino dei sogni” continua.

Perché si è unito alla mafia? – Forse risponderà che non aveva soldi, ma ci sono tante persone che non hanno soldi ma non si uniscono alla mafia – (Mattia, anni 16)

Caro Mattia, a pochi è concesso di essere onesti invece a molti è concesso di essere criminali. A pochi è concesso di scegliere di essere buoni mentre a molti è concesso di essere cattivi. Mattia non mi sono mai unito alla mafia, almeno quella vera, se no a quest’ora non sarei dentro e non sarei stato condannato. I mafiosi quelli veri non entrano mai in carcere. In carcere non ci sono politici, banchieri, finanzieri, notabili e se ci vengono ci rimangono solo per qualche giorno. Il mio cuore ti sorride.

Aveva altre alternative oltre che diventare mafioso? Se si, quali? (Lorenzo, anni 11)

Ciao Lorenzo, ti chiami come mio nipote. Sono nato colpevole. Sono quello che ho potuto essere, non quello che mi sarebbe piaciuto essere. Per non fare il male bisogna conoscere anche il bene . Molti criminali non conoscono il bene perché hanno vissuto sempre nel male. Il libero arbitrio esiste quando tu conosci il bene e il male. Il mio cuore ti saluta.

Che cosa si prova a uccidere una persona ? (Anna, anni 13)

Ciao Anna, ai processi ho sempre dichiarato che non ho mai ucciso nessuno e soprattutto anche per questo mi hanno condannato all’ergastolo. Quindi anche se avessi ucciso qualcuno, non lo direi certo a te, ma ti posso assicurare che non ho mai ucciso un innocente. Comunque se fossi in guerra proverei sollievo quando quello che cerchi di uccidere è quello che ti ha sparato sei colpi a bruciapelo e poi è andato a prendere la benzina per darti fuoco.Il mio cuore ti abbraccia.

Può raccontarci com’era la sua giornata quando non era in carcere? (Lorenzo e Anna)

Ciao Lorenzo e Anna, le mie giornate erano abbastanza normali. Di notte lavoravo nelle bische e di giorno dormivo . Il tempo libero lo passavo in famiglia e giocavo spesso con i miei due figli .Il mio cuore vi sorride a tutte e due.

E oggi la sua giornata com’è? (Marco, anni 12)

Ciao Marco, passo le giornate a leggere, studiare e a scrivere . Scrivo molto perché mi piace mettere sulla carta i miei pensieri per descriverli a me stesso e a chi legge. Presto una casa editrice pubblicherà un mio libro dal titolo “Le avventure di Zanna Blu”.

Eccoti insieme ai miei saluti , alcune righe del mio libro: Zanna Blu lo vide e si commosse perché sapeva che il più cattivo di tutti i lupi cannibali era in realtà il lupo più buono. Era sempre stato convinto che non c’erano lupi cattivi o bravi, c’erano solo lupi, alcuni peggiori di altri e alcuni migliori. Anni di prigionia, solitudine e sofferenza avevano fatto capire a Zanna Blu che quando gli uomini, i lupi e i lupi mannari vogliono sanno anche cambiare. Nella sua vita aveva visto che i cattivi si trasformano e migliorano invece quelli che pensano di essere bravi non cambiano mai, anzi spesso peggiorano.

Ci puoi dire per quale motivo è stato condannato? (Matteo, anni 14)

Ciao Matteo, sono stato condannato per tanti reati, il più grave per omicidio e tentato omicidio per guerra tra bande. Matteo, non farti condizionare troppo dai reati che un uomo può commettere .  L’ex Presidente della Repubblica Sandro Petrini, che in galera passò lunghi anni diceva spesso : – Ricordatevi quando avete a che fare con un detenuto, che molte volte avete davanti una persona migliore di quando non lo siate voi . Ti mando una stretta di mano.

 Lei è stato condannato all’ergastolo ostativo, cosa significa? (Alessandro, anni 13)

Ciao Alessandro, l’ergastolo ostativo è una “pena di morte viva”, senza possibilità di liberazione se non metti in cella un altro al posto tuo o se non muori. In un commento del film ” Il segreto dei suoi occhi “ho letto sulla stampa :- Lui non si accontenta di condannarlo a morte. Troppo poco. Lui vuole l’ergastolo.. Non vuole ucciderlo una volta , ma ucciderlo ogni giorno. Non vederlo morire e amen, ma vederlo morire minuto per minuto, all’infinito . E questo lo dà solo l’ergastolo . L’ergastolo è una morte interminabile , che ti fa sognare la morte istantanea come un regalo della pietà . Alessandro imprigionare un uomo per sempre, qualunque cosa abbia fatto , è una sconfitta per tutta l’umanità. Ti mando un sorriso.

Non poteva collaborare con la giustizia? Le avrebbero ridotto la pena! (Riccardo, anni 17)

Ciao Riccardo, mandare una persona in carcere per interesse non è mai una bella cosa . Non credo che Giuda abbia fatto una buona azione vendendo Gesù per trenta denari . Io non manderei mai una persona dentro per avere la mia libertà . Credo che sia più giusto non usare la giustizia per uscire dal carcere e accettare, giusta o sbagliata che sia, la propria pena senza collaborare con la giustizia per mettere un altro al posto tuo. Il mio cuore ti abbraccia.

 Ha mai provato rimorsi per la sua vita di prima? (Giulia, anni 12)

Ciao Giulia, sinceramente no. È vero! I criminali sono cattivi , ma spesso sono più buoni delle persone apparentemente perbene e con la fedina penale pulita . Nella mia vita credo di essere sempre stato un criminale onesto. Non ho mai rubato ai poveri, non me la sono mai presa con i più deboli. Detto questo chi è quell’uomo che non ha rimorsi? Forse persino Dio ha il rimorso di avere creato l’ uomo. Il mio cuore ti saluta.

In questi anni di detenzione cosa è cambiato in lei? (Jacopo, anni 16)

Ciao Jacopo, credo di essere peggiorato . Non credo proprio di essere migliorato. In carcere non si migliora, si peggiora. Se continuano a dirci che siamo irrecuperabili, che siamo dei mostri, che siamo cattivi, poi ci crediamo e cerchiamo di esserlo davvero. D’altronde come si può migliorare una persona chiusa in una cella con una pena che non ha mai fine?  Il mio cuore ti saluta.

E’ d’accordo sul concetto che la mafia attecchisce meglio dove c’è ignoranza ? (Andrea, anni 15)

Ciao Andrea, la mia risposta è si! Ma non solo la mafia /Stato anche lo Stato/mafia governa meglio dove c’è ignoranza.

Come si può vincere la mafia nel nostro Paese, secondo lei ? (Alice, anni 14)

Ciao Alice, la mafia si può sconfiggere solo lottando contro la mafia politica, finanziaria, bancaria, religiosa, massonica, imprenditoriale e mediatica. Alice, questo è molto difficile perché molti mafiosi si rifugiano dietro la legge, le istituzioni e il potere per continuare ad essere intoccabile e mafiosi. La mafia è innanzitutto un potere politico. Il mio cuore ti sorride.

Francesca Lippi

 

 

 

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1 Commento su Carceri: intervista a Carmelo Musumeci condannato al “fine pena mai”

  1. Nadia Bizzotto // 21 Settembre 2010 a 11:23 //

    Sabato 18 Settembre c’è stata l’inaugurazione di 2 strutture della COMUNITA’ PAPA GIOVANNI XXIII, ecco la preghiera formulata durante la Messa alla presenza del Vescovo e del Resposabile Generale della Comunità

    Signore ti preghiamo per tutte le persone in carcere e per le loro famiglie, perché possano cambiare vita per riscattarsi e costruire il loro futuro.

    Ti preghiamo per tutte le persone che in carcere sono sottoposte al regime di tortura del 41 bis e per tutti gli ergastolani perché abbiano una fine della pena certo per poter rivivere una vita nuova con la loro famiglia e i loro cari, in particolare ti preghiamo per chi sarebbe voluto essere qui con noi oggi ma non gli è stato concesso: Carmelo, Ivano, Angelo, Gerti, Salvatore, Pino, Gino.

    Ti preghiamo perché tutti noi possiamo credere e capire che come diceva Don Oreste Benzi “l’uomo non è il suo errore” e che ogni persona che ha sbagliato ha il diritto di poter dimostrare il bene che c’è in lui per reinsersi nella società.

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