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Campagna “No Kids”, ovvero divieto di accesso ai bambini

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Comincia ad essere di tendenza in Italia, nonché in sempre più numerosi stati europei, il cartello “No Kids” affisso davanti a ristoranti, stabilimenti balneari, piscine e persino voli aerei ovvero il divieto di accesso per i bambini ed i neonati.
Questa pratica nata e ormai ampiamente diffusa in USA prende idea dal libro bestseller della due volte mamma Corinne Maier: “Mamma pentita, No Kid. Quaranta ragioni per non avere figli”ed è sbarcata in Europa grazie ad alcuni imprenditori “pionieri” che hanno avuto la bella idea di portare questa pratica anche in Europa, cominciando ad affliggere questi famigerati cartelli prima in ristoranti ed Hotel e poi persino sulle piscine.
Negli Stati Uniti, infine, la “National Transportation Safety Board“, agenzia che si occupa di sicurezza sugli aeroplani, ha scritto alla Federal Aviation Administration per far introdurre la regola “un passeggero-un posto”, vero e proprio dissuasore di mobilità infantile. La “moda” si sta espandendo a macchia d’olio anche tra resort e ristoranti e persino nei Paesi notoriamente “children friendly” del nord Europa. In Germania, tra decine di alberghi e caffè kinder verboten, dove cioè i bambini sono banditi, sono comparsi annunci immobiliari riservati agli ältern ohne kinder, cioè adulti senza piccoli al seguito; in Austria è l’hotel Cortisen, uno dei più gettonati, a essere off limit ai pargoli; in Svezia sono moltissimi gli alberghi che non accettano prole under 12, e in Spagna la catena “Iberostar” fa pernottare solo ospiti over 14 e la “Sandals” addirittura dai 18 in su.
La motivazione, secondo i gestori, di questa grande campagna anti-bambini è che non è facile per gli adulti vacanzieri  rilassarsi o trascorrere una bella serata se, nel frattempo, ci sono bambini che urlano, corrono e piangono.
Insomma, presto o tardi c’è il rischio che i bambini non potranno entrare in moltissimi locali e questo a discapito di tutti i genitori d’Italia e del mondo. E dei bambini, ovviamente.

Lorenzo Toninelli

Fonte: Repubblica

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