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Borgo S. Lorenzo, al liceo Giotto Ulivi presentazione del libro “Lacrime di sale”

Testimonianza di un medico in prima linea nell'accoglienza dei migranti a Lampedusa

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Giovedì 24 Novembre si è tenuta presso l’istituto d’istruzione superiore Giotto Ulivi, a Borgo San Lorenzo, la presentazione del libro “Lacrime di sale” a cura di Lidia Tilotta, giornalista della Rai, e Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, presentazione che, ben presto, si è sviluppata come mai ci si sarebbe aspettati.
Il tema centrale era a proposito dell’immigrazione e dei falsi miti e luoghi comuni che girano attorno a questo fenomeno fortemente attuale e ormai più che ampiamente discusso. Attraverso una serie di immagini e video Pietro Bartolo, medico in prima linea che si occupa ormai da 25 anni del trattamento sanitario dei profughi appena sbarcati a Lampedusa, ha raccontato le esperienze personali e tutto ciò che ha visto in questi anni di servizio ad un vasto pubblico di giovani provenienti dai più indirizzi del medesimo istituto. Quello che racconta il medico è tutt’altro che piacevole e molte sono le persone che restano turbate e shockate dalla sua agghiacciante testimonianza.
Oltre che occuparsi di controllare che tutti coloro che sbarcano a Lampedusa siano in buona salute, il signor Bartolo ha anche l’incarico di ispezionare i troppi cadaveri di quelli che, purtroppo, non riescono a superare la traversata” racconta a malincuore il medico.
I racconti hanno provocato non poca commozione in molti degli studenti e, in generale, hanno lasciato tutti a bocca aperta.
Una realtà cruenta, truce, quasi da film Horror quella che viene narrata attraverso immagini, racconti, e letture di alcune parti del libro, il quale non è nient’altro che una raccolta di testimonianze di tanti di questi migranti costretti a fuggire dal loro paese sperando in qualcosa di meglio ma, spesso, ritrovandosi in una situazione ben peggiore.
Alcune di queste storie sembrano davvero venire da un film dell’orrore: decine di ragazzi giovanissimi rinchiusi nella stiva di una nave e lasciati morire di asfissia, migliaia di donne stuprate, centinaia di sacchi neri ogni giorno che ricoprono il porto di Lampedusa tra cui svariati di piccole dimensioni ed  il problema è che tutto ciò è disperatamente reale, come spiega il medico riguardo ai corpi dei bambini che spesso vengono recuperati dal mare. Tra questi atroci racconti Pietro Bartolo riesce a concedere anche un po’ di spazio per qualche storia a lieto fine, racconta delle vite che è riuscito a salvare, dei neonati che ha fatto nascere e delle persone che ha reso felice con una gioia, commozione e orgoglio che solo una persona altruista come pochi sono può capire. In tutto questo sia lui che la giornalista hanno cercato in qualche modo di lasciare un segno anche ai ragazzi cercando di fargli capire che devono andare oltre le apparenze, le differenze, l’ignoranza e di pensarci sempre due volte prima di giudicare o additare malamente qualche straniero perché non sappiamo cosa può aver passato e che strada ha fatto per arrivare fino al nostro paese.
Tra gli applausi sostenuti e le lacrime di molti si conclude questa conferenza che, senza dubbio, ha lasciato e segnato molti dei partecipanti tanto che i professori si sono congratulati dell’ottimo lavoro svolto da Lidia Tilotta e Pietro Bartolo perché poche volte avevano assistito ad un tale livello di attenzione e di coinvolgimento da parte di un così folto numero di studenti ad una conferenza.

servizio di Lorenzo Toninelli e Raoul Fratini

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