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Bambine kamikaze nel nome di Allah

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Rispettivamente di 9 e 7 anni le bambine che si vedono nella foto  che, pochi giorni fa, si sono fatte esplodere in una stazione di polizia a Damasco in nome della jihad lasciando feriti 3 poliziotti. In un video, oggi rimosso,   i genitori abbracciano le figlie, fieri di mandarle a fare da kamikaze per una guerra che le piccole certo non capiscono. I genitori esprimono chiaramente il loro orgoglio per le bambine che non vedranno mai più e le lasciano andare incontro a morte certa.
Ad un certo punto l’uomo dietro la telecamera chiede alla madre perché manda le proprie figlie alla “jihad” nonostante siano così piccole ed ella risponde, con tono leggermente smorzato, che “nessuno è giovane quando si parla di jihad perché ogni musulmano deve partecipare alla jihad”. Le bambine sono vestite con sciarpa e berretto, come se dovessero andare a scuola o a passare una tranquilla giornata con le amiche ma in realtà stanno per andare a morire in nome di Allah. Proprio riguardo a quest’ultimo si rivolgono le ultime parole delle piccole: “Allahu Akbar” recitato quasi a cantilena, quasi per far felici i propri genitori. Chi, da piccolo, non l’ha mai fatto; il meccanismo di ripetere le parole dei genitori è comune in tutti i bambini che cercano, inconsciamente, di imitarli e farsi apprezzare da loro. In Italia, per esempio, molti bambini cominciano a seguire il calcio e le squadre preferite del  proprio padre oppure seguono la religione o le ideologie politiche che hanno i loro genitori proprio perché ancora troppo piccoli per aver sviluppato abbastanza il proprio spirito critico e una loro idea personale a riguardo. Ed è proprio con questo esatto tono che queste bambine pronunciano la fase finale: “Allahu Akbar“, con un tono per niente convinto, come se non conoscano nemmeno il reale significato di quel termine, lo dicono e basta.
Poche ore dalla proiezione del video la bimba di 9 anni entrerà in una stazione di polizia di Damasco e, pochi attimi dopo aver detto di essersi persa ed aver chiesto dove si trova il bagno, si farà saltare in aria, ferendo tre poliziotti e morendo lei stessa dilaniata dall’esplosivo.

Lorenzo Toninelli

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