Biancaneve e i sette nani: fiaba della tradizione

Biancaneve e i sette nani: fiaba della tradizione

“C’era una volta tanto tempo fa…..” Cominciano tutte così le classiche fiabe che mi raccontava la mia mamma quando ero bambina e che ora io racconto ai miei figli. Ebbene si, nonostante i “bimbi moderni” siano legati alle figure dei cartoni animati più alla moda e dei loro eroi, una “sana” fiaba di “una volta” è sempre quel che ci vuole per rilassarsi prima di andare a letto. Una fra queste è l’intramontabile Biancaneve e i sette nani, una fiaba di tradizione europea, che pur avendo varie versioni, è rimasta impressa nelle nostre menti grazie ai fratelli Grimm.

La storia narra di una bambina, Biancaneve appunto, che avendo perso la sua mamma, era stata cresciuta dalla bellissima moglie del padre.

La figura della “Regina matrigna” è emblematica nella storia di Biancaneve. Una donna bella, piena di sé e sicura della sua beltà, grazie anche al suo specchio magico che ogni giorno veniva interrogato da lei: “Specchio Specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?” e lui sempre le rispondeva: “Sei tu mia regina”. Fulcro della fiaba è proprio il rapporto tra la regina e il suo specchio magico, che va in conflitto nel momento in cui il prodigioso oggetto nel quale la matrigna si specchiava risponde alla quotidiana domanda in modo diverso. “è Biancaneve”, questa la sentenza ultima dello specchio che fa scattare l’ira della Regina, che di seguito ordina ad un suo suddito di portare la giovane fanciulla nel bosco per ucciderla. Il cacciatore, servitore della sovrana, avrebbe dovuto uccidere Biancaneve nel bosco per poi portare alla Regina il suo cuore come pegno. Tutto questo però non accade perché l’uomo non riesce ad uccidere la ragazza e la fa scappare nel bosco, dove lei trova rifugio in una piccola casetta abitata da 7 nani. Quando però la matrigna scopre l’imbroglio è pronta ad uccidere Biancaneve lei stessa: si trasforma in una vecchietta e giunge nel bosco per avvelenare la fanciulla con una mela. Biancaneve, tratta in inganno dalla matrigna muore, recando grande dolore ai nanetti che ormai si erano tanto affezionati a lei. Ma come in ogni fiaba che si rispetti l’amore trionfa sempre ed un giovane principe innamoratosi di lei al primo sguardo, la bacia e la fa risvegliare dalla sua apparente morte.

Questa risulta essere la versione più “accreditata” di Biancaneve e i sette nani, che ormai è diventato un cult della fiaba e i bambini amano questa storia proprio così com’è: con i suoi personaggi, con la lotta tra il bene e il male, e con l’amore che trionfa sempre, al di sopra di tutto.

Di recente ho letto una versione rivisitata della tradizionale fiaba europea della fanciulla dai capelli mori e la pelle bianca, e sono rimasta piacevolmente sorpresa dei piccoli mutamenti apportati, che hanno dato l’idea della storia vista da un punto di vista differente. Leggendola a mio figlio, mi sono accorta però, che i cambiamenti  della fiaba hanno un po’ messo in confusione l’idea che il bambino avesse della storia. Ma di questo parleremo la prossima volta, analizzando la Biancaneve di Daniela Melis.

Intanto vi consiglio di leggere più spesso le fiabe tradizionali ai vostri figli, perché rimangono nella loro mente e nel loro cuore, proprio come accadeva a noi quando avevamo la loro età, facendoli sognare e fantasticare.

Arrivederci al prossimo appuntamento con la rubrica dedicata ai più piccoli.

Scheda racconto:

Titolo originale: Schneewittchen und die Sieben Zwerge (tedesco), Blanche-neige et les sept Nains (francese), Biancaneve e i sette nani (italiano);

Origini: europee;

Anno: 1812;

Genere: fiaba;

Autore: Jacob e Wilhelm Grimm;

Personaggi: Biancaneve; Matrigna; 7 Nani: Dotto, Cucciolo, Pisolo, Eolo, Mammolo, Gongolo e Brontolo; Cacciatore; Vecchietta; Principe.

Giusy Chiello

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