«Basta vivisezione», corsa per salvare le scimmie

«Basta vivisezione», corsa per salvare le scimmie

CORREZZANA (Monza) – Si muove un ex ministro, si muove una parlamentare da sempre in prima linea nelle battaglie animaliste; e presto potrebbe muoversi anche la magistratura: il nuovo fronte della battaglia contro la vivisezione è un capannone senza insegne e senza nemmeno numero civico alla periferia di Correzzana, paese a pochi chilometri da Monza. In quella specie di sede fantasma c’è la Harlan, azienda che si occupa dell’allevamento e della custodia di animali destinati alla sperimentazione scientifica. Secondo le associazioni animaliste qui sono già arrivati dalla Cina 150 scimmie – macachi per la precisione – e altre 750 sono in viaggio, tutte destinate a morte certa in seguito a crudeli pratiche di laboratorio.
Gli attivisti anti vivisezione che per mesi si erano dati appuntamento a Montichiari (Brescia), dove ha sede l’allevamento Green Hill – una «fabbrica» di cavie destinate alla vivisezione – avevano preannunciato che si sarebbero spostati alla Harlan di Correzzana, altra azienda che maneggia animali da laboratorio. Il tam tam dice che qui stanno per arrivare – e il trasporto è già in parte compiuto – 900 primati provenienti dalla Cina e già sbarcati a Fiumicino. La catena anti vivisezionista che già si era dispiegata nel caso della Green Hill si è nuovamente rimessa in moto. Subito dopo la denuncia l’ex ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla ha presentato una denuncia alla Procura di Monza, una ai Nas e un’interrogazione parlamentare. Tre documenti con un comune denominatore: accertare le condizioni di vita degli animali all’interno della Harlan in base alla legge che obbliga gli allevamenti a garantire spazio, luce e condizioni igieniche ottimali per gli animali. «E in quel capannone così piccolo è impossibile che per 900 scimmie siano rispettati i criteri di legge: la magistratura deve intervenire subito e fermare l’attività della Harlan», dice l’ex ministro del turismo, che chiede anche che sia ricostruita l’intera catena di autorizzazioni che ha fatto arrivare gli esemplari in Italia: «Vogliamo sapere chi materialmente ha firmato l’ok all’import di quegli animali, le responsabilità devono emergere con chiarezza».
Tempo poche ore e anche il governo interviene sulla questione con una nota ufficiale del ministro della Salute Renato Balduzzi. Quest’ultimo ha disposto controlli sull’ingresso delle scimmie in Italia e ha aggiunto che terrà monitorata a partire da oggi l’attività dell’azienda brianzola (che ha una sede anche in Friuli). In attesa che le verifiche delle autorità sanitarie arrivino a compimento, chiariscono le loro accuse i rappresentanti di «100% animalisti», la sigla che ha portato in primo piano il caso: «Siamo di fronte a una pratica non solo crudele – sottolinea il portavoce Marco Mocavero – ma anche inutile dal punto di vista scientifico: ci sono precedenti celebri che certificano l’inattendibilità dei test scientifici sugli animali».
In serata Michela Vittoria Brambilla ha rimarcato la sua soddisfazione per la mobilitazione attorno al caso Harlan: «Queste lobbies devono sapere che in Italia non potranno più fare i loro interessi: Parlamento e Regione Lombardia stanno per varare leggi che di fatto bloccheranno l’attività di aziende come Green Hill e Harlan. Ma è solo il primo passo: dobbiamo arrivare a una norma che proibisca l’allevamento e la sperimentazione con ogni genere di animale».
Nessuna replica per il momento dalla ditta di Correzzana: l’unica persona presente ieri in azienda ha negato persino che quello fosse l’allevamento al centro delle polemiche.

Corriere.it

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