Keystone / Claudio Thoma
C’è animosità tra le regioni linguistiche dopo che diversi editoriali della stampa svizzero-tedesca, dopo la tragedia di Crans-Montana, non hanno usato il guanto di velluto con il Canton Vallese, che dipingono come una terra di omertà e clientelismo.
A dare il via all’ondata di critiche è stata la NZZ, una settimana dopo il terribile incendio. “Vallese, terra di dolore e colpa” era il titolo dell’editoriale del giornalista vallesano di lingua tedesca Samuel Burgener, secondo cui il suo Cantone d’origine è caratterizzato da una cultura del silenzio in cui la buona salute del settore turistico sembra avere la precedenza sulla sicurezza.
Altri giornali non sono stati più indulgenti, parlando di “fallimento strutturale”. Il Blick sottolinea che l’immagine coltivata dal Vallese di Cantone “ribelle”, che sa arrangiarsi da solo, ha le proprie regole e nutre un sano scetticismo verso il Governo federale, è arrivata ora a una dolorosa fine.
Il presidente del Governo vallesano Mathias Reynard ha reagito a questi attacchi parlando di pregiudizi e affermando che “l’arroganza di certi media svizzero-tedeschi in questo periodo non è all’altezza della situazione”. Il consigliere di Stato ammette che vi siano alcuni casi di clientelismo contro cui bisogna lottare ma, a suo parere, mettere in discussione l’operato di tutte le persone che hanno ruoli di responsabilità “non aiuta a stabilire la verità”.
Il servizio proviene da www.tvsvizzera.it
Più informazioni sul tema:
- L’editoriale di Burgener sulla NZZ
L’articolo di RSI sulle critiche della stampa germanofona
L’analisi di Le Temps (a pagamento)
La fine dell’immagine romanticizzata del ribelle Canton Vallese, sul Blick