Bambini in tv: queste trasmissioni ” non s’hanno da fare!”

Bambini in tv:  queste trasmissioni ” non s’hanno da fare!”

 

 Sono giovani, a volte giovanissimi. Ma quando cantano in televisione non dimostrano più la loro età, ma sembrano professionisti consumati: sono i ragazzi dei talent show canori. Queste trasmissioni non s’hanno da fare, parola di Antonio Marziale. Il presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori ha scritto al direttore generale della Rai, Masi, e al presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri “la sospensione immediata delle trasmissioni “Ti lascio una canzone” condotta da Antonella Clerici e “Io canto” presentata su Canale 5 da Gerry Scotti. Il motivo dell’intervento del “giustiziere della televisione italiana” è semplice: le due trasmissioni in questione violerebbero il Codice di autoregolamentazione Tv e Minori che prevede testualmente di “non utilizzare i minori in grottesche imitazione degli adulti”. Le trasmissioni nel mirino di Marziale stanno riscuotendo un grande successo e il pubblico, per lo più composto da famiglie, sembra apprezzare. Ma bisogna pure riconoscere che vedere questi giovani esibirsi in perfomance canore assumendo le espressioni e le movenze di cantanti adulti consumati fa davvero impressione. Va bene il talento, ma dov’è finita l’infanzia e la dimensione ludica? “Nei giorni scorsi abbiamo accolto con favore le enunciazioni del dg Masi, che ha assicurato il massimo impegno nell’applicazione del Codice, garantendo la sospensione di quei programmi che trasgrediscono alle norme . Ebbene – sottolinea Marziale – è tempo di conferire credibilità al pronunciamento, così come auspichiamo avvenga in casa Mediaset , dove Confalonieri, nel tempo, ha dimostrato più volte indubbia sensibilità”. (Fonte: Libero News)

Finalmente! Finalmente! Ripeterlo è liberatorio. Qualcuno si è accorto che i bambini dei vari”Io canto” e “Ti lascio una canzone”, sono bambini e tali devono rimanere. Bravi, bravissimi, quasi dei professionisti, anzi leviamo pure il quasi. Quando cantano e imitano i grandi senza esserlo. Ma basta! Concordo con l’osservatorio sui diritti dei minori e in specifico con il presidente Antonio Marziale che chiede la sopensione delle due trasmissioni incriminate. Era ora. Questi ragazzi vivono per un breve periodo una dimensione che non è la loro, depauperati in larga parte della loro infanzia, persi dietro prove a di canto, di recitazione, ecc. ecc. E i giochi, la cosiddetta dimensione ludica? E la cosiddetta ansia da prestazione? E la paura di deludere le aspettative dei loro adulti di riferimento, siano essi i genitori, gli insegnanti, che generano in loro sicuro stress, dove li mettiamo? Non me ne vogliano Antonella Clerici e Gerry Scotti, loro svolgono il proprio lavoro con grande professionalità, ma i bambini devono compiere il proprio di lavoro: fare i bambini, appunto. Strumentalizzarli per alzare l’audience proprio non va bene. Abbiamo già la tv trash, ci manca anche la tv baby! I bambini, se proprio vogliono farlo, possono cantare nei circoli parrocchiali, o con i gruppi di boy- scouts, ma in televisione mandiamoci gli adulti.

Francesca Lippi

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