Bagheria (Pa): Nuovi Bagheresi, “tuteliamo la salute dei cittadini del centro storico”

Bagheria (Pa): Nuovi Bagheresi, “tuteliamo la salute dei cittadini del centro storico”

Riceviamo e pubblichiamo:

Le iniziative delle ultime settimane a tutela dell’isola pedonale del Corso Umberto, che hanno visto l’impegno di diverse associazioni tra le quali anche la Nostra, sono servite a ribadire l’importanza di avere, a Bagheria, un centro storico a misura di cittadino quale imprescindibile base per costruire una città proiettata verso la modernità, all’insegna di uno sviluppo sostenibile e dunque di una cura paritaria di interessi quali la tutela dell’ambiente, il decoro urbano, la valorizzazione delle attività economiche e non ultimo quanto ad importanza, la salute del cittadino.

La “questione Corso Umberto”, infatti, lungi dall’essere oggetto di una semplice bega tra qualche commerciante e la cittadinanza attiva, si pone quale emblema della grave e perdurante assenza di progettualità e visione d’insieme che la politica locale ha denotato, e che rappresenta una delle principali cause delle condizioni di degrado di Bagheria.

La pedonalizzazione del centro storico non può essere scissa da una pianificazione efficace e puntuale della viabilità, la quale invece è stata oggetto di interventi caratterizzati da superficialità ed improvvisazione da parte di chi amministra ed ha amministrato, con il risultato di non giungere mai a soluzioni definitive e soprattutto incentrate sul progressivo smaltimento del traffico non solo nel Corso Umberto, ma anche nelle strade del centro storico ad esso attigue. Ed è così che, ormai da anni, strade larghe pochi metri come via Truden, via Baiardi o via Calcaravecchia si trovano a dover sopportare un livello di traffico urbano e di conseguente inquinamento atmosferico palesemente insostenibili, con gravi rischi per la salute dei cittadini residenti, in particolare anziani e disabili, i quali sono ormai rassegnati a convivere quotidianamente, nel proprio ambiente domestico, con i gas di scarico di autovetture e ciclomotori.

Sarebbe dunque necessario sollecitare, innanzitutto, un intervento dell’Agenzia Regionale per la protezione dell’ambiente, volto ad effettuare gli opportuni rilevamenti di inquinamento atmosferico nelle zone interessate; sarebbe altresì opportuno, da parte dell’Amministrazione comunale, prendere in considerazione l’ipotesi di concepire ed estendere progressivamente a tutto il centro storico una zona a traffico limitato ai soli cittadini residenti, approntando o migliorando (se già esistente), un Piano Urbano del Traffico, previsto dall’art. 36 Codice della strada per il comuni con più di 30mila abitanti, concentrando il traffico sulla circonvallazione e sulla periferia e adottando piccole ma pratiche soluzioni quali, per esempio, la percorribilità del Corso Umberto limitatamente alla porzione attigua ai “Pilastri” e congiungente via Di Pasquale e via Giuseppe Scordato.

Soluzioni come queste non sarebbero certo la definitiva soluzione al problema della viabilità a Bagheria, ma andrebbero comunque nella direzione di considerare la questione del Corso Umberto non all’insegna di semplicistici conflitti ideologici, ma in tutta la sua complessità e le sue implicazioni, per lo sviluppo di una Bagheria nella quale il concetto di civiltà venga sempre declinato sulla cura di interessi non settoriali ma il più possibile diffusi.

Giacomo Aiello

Associazione Nuovi Bagheresi

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