L’angolo della poesia: “Baci” di Paola Guarini

Benvenuti ad un altro appuntamento con la nostra rubrica di poesia, che stavolta dà spazio ad un volto e ad una voce nuovi, quelli di Paola Guarini di Fasano (Brindisi).

Paola è laureata in Scienze della comunicazione, giornalista ed attualmente responsabile dell’Ufficio stampa del comune di Fasano. Più che poetessa si definisce “una persona che si diletta a scrivere poesie”. Nel 2007, ha pubblicato con la casa editrice “Libroitaliano World” una breve raccolta di versi intitolata “Dell’Amore”: da questa raccolta è tratta l’opera che vi proponiamo oggi.

 

Baci

 

Incanti di desiderio acceso

incauti baluginano su labbra appena dischiuse

e vischio di voluttà tracima senza un donde,

bagna sino a peccare

d’ingenuità assoluta

l’ardore tuo e mio

fin che sospende l’ambiguo inganno

Sfinimenti sublimi sappi ritardare

che il piacere

ottunda la ragione.

 

Anche questa volta, a guidarci nella comprensione della poesia è il nostro caro amico Luigi Violano, al quale dobbiamo la scoperta di quest’interessante autrice:

Siamo di fronte a versi che, seppure ancora caratterizzati dall’ingenuità propria dei primi tentativi poetici, sono tutt’altro che semplici perché utilizzano un linguaggio ricercato che, però, rende sempre comprensibile il messaggio nell’insieme. Il componimento è breve, ma non banale ed ha per tema la passione amorosa, espressa in modo essenziale, carico di sentimento e mai volgare. Niente richiami a modelli poetici o poeti di riferimento con l’intento di elevare il livello dei versi, ma solo la volontà dell’autrice d’esprimere il proprio mondo interiore. Se – come diceva Orazio – “La brevità non è banalità”, siamo di fronte ad una poesia di buon livello, oltrechè compartecipanti del desiderio amoroso, carico d’equilibrato erotismo, culminante nella speranza dell’amante (“Che il piacere ottunda la ragione”). Se – come afferma Garcia Lorca – “La poesia è l’impossibile fatto possibile”, questo “amplesso poetico”, sognato e desiderato ardentemente, è, seppure solo nei versi, realizzato nell’ipotetico dono totale di sé all’altro. Questi versi sono un quadro in cui la parola colora, rende reali e visibili le immagini interiori insite nell’inconscio della poetessa. A nostro modesto parere, ci permettiamo di dire che essi potrebbero avvicinarsi, unicamente per impianto ed ardore della passione avvertita, ad alcune poesie di Pablo Neruda (ad esempio”Ho fame della tua bocca”) .

 

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