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Avanguardie Russe, la mostra a Palermo

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“L’arte non è uno specchio con cui riflettere il mondo, ma un martello con cui scolpirlo”. Questa citazione del poeta Majakovskij capeggia in uno dei padiglioni – e ne scandisce il senso – della mostra Avanguardie Russe ospitata a Palermo fino al 20 marzo nel prestigioso e decadente Albergo delle Povere, in corso Calatafimi.
Una mostra talmente compatta che si visita in mezz’ora, ma che ripercorre efficacemente e con intensità le tappe fondamentali delle correnti pittoriche d’avanguardia del primo Novecento in Russia.

Mavelic è il primo artista in cui ci si imbatte, essendo il fondatore del Suprematismo russo, corrente che vuole riflettere sulla “supremazia della sensibilità pura nell’arte”. Se  Falciatore è ancora connesso alla tradizione contadina russa, anche per cromatismi, già in  Suprematismo l’arte è totalmente libera dalla zavorra dell’obiettività, mentre Vita in un grande albergo spiega meglio di ogni altra tela il passaggio dal Cubofuturismo al Suprematismo, con la continua riflessione e schematizzazione di figure solide.

Non solo arte pittorica, però: c’è anche un modello del Monumento alla Terza Internazionale progettato da Tatlin, un edificio mai realizzato che doveva svettare a 400 metri di altezza, inglobando in un cono d’acciaio edifici di cristallo semoventi.

Tra la sospensione spaziale di Costruzione del colore n°7 di Medunetskij, gli astratti piani colorati di Aleksandrovna, le nature morte cubofuturiste di Meskov e il cezanneiano Rissa in un locale di Larinov, è sorprendente imbattersi in un po’ d’Italia con Piazza della Signoria a Siena di Kancalovskij, una tela post-impressionista che riesce a restituire la luce del Bel Paese.

Nella sfida per il titolo di pezzo forte della mostra, ma ognuno darà inevitabilmente il suo giudizio, tra Notte. Tirospal di Larinov, profondamente influenzato dalle notti parigine dell’autore, e Mosca, Piazza Rossa di Kandiskij, uno stilizzato paesaggio di astrattismi catturati in un’esplosione di colori e prospettive, vince a mio parere un terzo incomodo, Chagall: le sue due tele, Negozio in Vitebesk e Bagno di Bimbo vantano uno stile fantastico e intimista e un uso vivacissimo del colore, in grado di trasmettere gioia e sensibilità dell’animo.

Andrea Anastasi

Nella foto: Mosca, Piazza Rossa di Kandiskij

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