Foto by www.avaaz.org
Inchiesta di Francesca Lippi
Mi trovo una sera a tavola con un gruppo di amici davanti a del buon cibo, è un convivio gioioso che accompagna la fine della giornata in modo piacevole. Si fanno chiacchiere leggere e poi, a poco a poco, sempre più interessanti, fino a quando il discorso cade sulle ONG e, soprattutto, su una in particolare: Avaaz. Qualcuno dubita sul suo operato, del resto le organizzazioni non governative sono molte e non sempre risultano trasparenti. Insomma, è chiaro che ogni associazione, “tiri l’acqua al suo mulino” come recita un famoso detto popolare. Qualcun altro sostiene che si “autoincensi” come del resto fanno molte organizzazioni per ottenere maggiore consenso. La discussione è stuzzicante e porta ad interrogarsi. E’ per questo motivo, visto che personalmente seguo con interesse Avaaz. sostenendola da anni, che ho voluto realizzare questa inchiesta: avevo voglia di capire in modo più approfondito se Avaaz fosse una Ong affidabile.
Avaaz è stata tra i promotori delle marce globali per il clima del 2014-2015, definite dalla BBC “le più grandi manifestazioni climatiche della storia”. Secondo The Guardian e BBC News, la piattaforma ha contribuito a portare milioni di persone in piazza, creando pressione politica in vista della COP21.
Tuttavia, i documenti dell’UNFCCC non attribuiscono a singole ONG un ruolo diretto nella firma dell’Accordo di Parigi.
Risultato verificato: impatto sulla mobilitazione pubblica, non sulla negoziazione.
Libertà digitale: la vittoria contro ACTA
La campagna contro il trattato ACTA è una delle vittorie più solide e documentate.
Il Parlamento europeo, nel comunicato del 4 luglio 2012, parla di “mobilitazione pubblica senza precedenti”.
Euractiv e The Guardian citano la petizione Avaaz da 2,8 milioni di firme come una delle più influenti.
Risultato verificato: Avaaz ha contribuito in modo significativo alla bocciatura di ACTA.
Oceani e biodiversità: pressione pubblica, risultati condivisi
Avaaz ha sostenuto campagne per la creazione di grandi riserve marine, come quelle di Palau e delle Pitcairn Islands. Il governo di Palau ha riconosciuto il ruolo delle ONG internazionali, tra cui Avaaz, mentre National Geographic cita la piattaforma tra i gruppi attivi.
Risultato verificato: contributo alla pressione pubblica, non esclusivo.
Disinformazione: i report citati da istituzioni e media
Negli ultimi anni Avaaz ha investito molto nella lotta alle fake news. I suoi report sono stati citati da:
- Parlamento europeo (STOA, 2020)
- The Washington Post
- The Guardian
Le analisi hanno documentato reti coordinate di disinformazione in Europa, India, Brasile e Stati Uniti.
Risultato verificato: i report Avaaz sono considerati attendibili e utilizzati da istituzioni e media.
Crisi umanitarie: sostegno finanziario e logistico
Avaaz non opera direttamente sul campo, ma finanzia reti civili locali.
Siria
La BBC (2016) conferma che Avaaz ha fornito attrezzature ai soccorritori civili durante i bombardamenti.
Sudan
Reuters (2023) documenta il sostegno alle Emergency Response Rooms, reti di volontari che hanno garantito cibo e cure a milioni di persone. Le ERRs sono state successivamente candidate al Premio Nobel per la Pace.
Risultato verificato: supporto finanziario e logistico, non intervento diretto.
Indipendenza finanziaria: confermata
I report finanziari pubblici di Avaaz, insieme alle analisi di Charity Navigator e Open Democracy, confermano che l’organizzazione non accetta fondi da governi o aziende, ma solo piccole donazioni private.
Risultato verificato.
Cosa emerge dall’inchiesta
Avaaz è un attore globale capace di:
- mobilitare rapidamente milioni di persone
- influenzare l’agenda mediatica
- produrre pressioni politiche significative
- sostenere iniziative umanitarie in aree di crisi
Ma il suo impatto è più forte nella mobilitazione pubblica che nei risultati politici diretti. Le sue vittorie più solide restano ACTA, la lotta alla disinformazione e il sostegno a reti civili in contesti di guerra.






