
In un momento storico in cui il mondo sembra attraversare più ombre che certezze, desideriamo rivolgere a tutti voi un augurio che non sia di circostanza, ma autentico. Il 2025 ci lascia in eredità genocidi che continuano a mietere vittime, tensioni internazionali, conflitti irrisolti, fragilità sociali ed economiche che toccano da vicino anche le nostre comunità. Per questo, più che mai, sentiamo il bisogno di parole che guardino la realtà con gli occhi della verità, lontani dalla propaganda spicciola, e sentiamo il bisogno di credere, senza smettere di farlo mai, nella possibilità di un cambiamento ineludibile.
Che il 2026 porti lucidità, per comprendere ciò che accade. Coraggio, per non voltarci dall’altra parte, per continuare a lottare. Responsabilità, per scegliere gesti che costruiscano invece di dividere. Umanità, perché senza quella nessun futuro è possibile.
A tutti voi, lettori e lettrici, il nostro grazie per la fiducia, la vicinanza e il dialogo che rendono vivo il nostro lavoro. Ci prendiamo una breve pausa: torneremo il 2 gennaio, giorno di riapertura del giornale, con lo stesso impegno di sempre e con la speranza — ostinata e necessaria — che il nuovo anno sappia sorprenderci in meglio.
Buon 2026. Che sia un anno più giusto, più pacifico, più umano.
La redazione




