Arcidosso (GR), Monte Labro: “Cantà Davide” Narrazione della Storia di Davide Lazzaretti, dal 14 al 17 agosto. Interprete Luciano Ghersi - ilmiogiornale
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Arcidosso (GR), Monte Labro: “Cantà Davide” Narrazione della Storia di Davide Lazzaretti, dal 14 al 17 agosto. Interprete Luciano Ghersi

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Dal 14 al 17 agosto, sulla vetta di Monte Labro, ( oltre 1000 m.) nel Comune di Arcidosso (Grosseto), Luciano Ghersi presenta “Cantà Davide”, narrazione scenica della Storia di Davide Lazzaretti composta da Angelo Pii, poeta contadino e apostolo di Davide.
Dieci appuntamenti, in orari diversi, diurni e serali, ciascuno per un canto del poema composto da chi all’epoca dei fatti c’era, per cantarlo a tutti, seguaci e non: Angelo Pii, il Poetino, che cantò la storia in un poema di oltre mille strofe, ottomila versi incatenati in rima.
In “Cantà Davide”, Ghersi indossa il variopinto costume da Apostolo, riproduzione fedele degli abiti indossati dai numerosi seguaci del Lazzaretti. Si vuole cosi far conoscere e rivivere, oggi, la storia di Davide Lazzaretti ( Arcidosso 1834, Bagnore 1878) nei suoi luoghi, ancora mèta di turisti e “pellegrini”.
Proprio nel 140° anniversario della sua esecuzione da parte della Polizia Sabauda, avvenuta il 18 agosto 1878, nel corso della “mascherata” mistica tra il 14 e il 18 agosto, che voleva segnare la seconda venuta di Cristo, con l’ inizio di una nuova età di giustizia sociale. Insieme a lui morirono altre quattro persone e trenta circa furono i feriti, tutti poveri contadini, che dopo la strage furono processati e arrestati.
Davide Lazzaretti, detto “il Cristo dell’Amiata” elesse il Monte Labro a sede della sua attività sociale e mistica; nel 1869 vi costruì una Torre a forma di spirale e un eremo, i cui resti sono visibili ancora oggi. La sua esperienza si svolse negli anni successivi alla unificazione dell’Italia, periodo di burrascosa transizione per il nostro Paese. Barrocciaio di mestiere, come suo padre, sin da ragazzo in Maremma subì febbri alte con visioni mistiche che lo condussero a intraprendere un personalissimo percorso spirituale. Fondò una comunità che si rifaceva alle prime comunità cristiane, a valori quali uguaglianza, solidarietà e lavoro in comune per combattere la povertà. Il simbolo della sua nuova Chiesa Giusdavidica era composto da due C contrapposte con in mezzo una Croce, per significare una seconda venuta di Cristo.
Considerato pazzo e sovversivo dalla Chiesa, perseguitato dalla legge, conquistò invece personaggi illustri, in Italia e all’estero, come Lombroso, don Bosco, Maupassant, Gramsci, Verga, Tolstoj e padre Balducci. Anche Simone Cristicchi ha voluto dedicare a Lazzaretti un libro “Il secondo figlio di Dio” ( Mondadori, 2016), divenuto poi uno spettacolo teatrale.
Luciano Ghersi, genovese, filosofo per studi e tessitore ‘a mano’ per passione e mestiere, ha vissuto a lungo alle falde del Monte Labro, sui luoghi di Davide, appassionandosi alla sua avventura mistica e sociale e già nel 1999 ha pubblicato una riduzione divulgativa in prosa dell’opera del Pii, per i tipi di Stampa alternativa, Collana Mille lire. Trasferitosi in Umbria, nel suo piccolo “ Teatro alle Scale” di Porchiano del Monte, Amelia, ha divulgato in modo giullaresco le Laude comiche di Jacopone da Todi – mistico, ribelle, incarcerato e scomunicato, come poi Lazzaretti.

“Cantà Davide”
Narrazione della Storia di Davide Lazzaretti composta
da Angelo Pii, poeta contadino e apostolo di Davide
Interprete Luciano Ghersi
Monte Labro, Arcidosso ( Grosseto)
dal 14 al 17 agosto 2018
INGRESSO LIBERO

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