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L’angolo di Full: “Vola colomba”

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Il racconto che vi proponiamo oggi è un vero “fullesco”: ottimo esempio di quella ruvida dolcezza e di quella non comune capacità di sintesi (il brano è di sole 271 parole) che caratterizzano lo stile del maestro Fulvio Musso.

Se anche non raggiungete queste vette, potete comunque inviarci i vostri brani: è sufficiente seguire le indicazioni del regolamento di Raccontonweb .

Nel frattempo, buona lettura!

 

vecchia insegna di un barVola colomba

Oggi entro in un vecchio bar fuori mano mentre una pioggerella fredda e sottile, un polverio d’acqua, vela le cose. Mi serve qualcosa di caldo o di forte.
Come apro, m’aggredisce il puzzo del tabacco marcito nei posacenere. Dietro il banco, un omaccione paffuto e pallido come il culo d’un bimbo, mi spiattella di botto un ricordo lontano: Evaristo.

Più largo di spalle che di mente, burbero eppure infantile, gestiva una vecchia osteria frequentata più che altro da operai turnisti che l’affollavano anche la domenica, tanto erano stretti i loro orizzonti. Nel tardo pomeriggio, rossi di vino, non reggendo più la briscola o il tresette, intonavano canti sguaiati che, via via, si diluivano nel languore dell’alcool. Quanto arrivava l’immancabile “Vola colomba”, Evaristo volgeva le spalle al bancone fingendo di sistemare le bottiglie sulle mensole, e piangeva come un vitello.
“Vadavialcû” rispondeva duro a chi lo sfotteva quando tornava fra i tavoli con gli occhi rossi.

primo piano di Fulvio MussoUna sera tardi, con il locale ormai vuoto, entrarono due balordi per prendergli l’incasso. Ogni tanto capitava ed Evaristo, che non sapeva organizzarsi neanche per andare al cesso, li buttava fuori a calci e sberloni. Ma quel giorno “Vola colomba” era durata più del solito e lui pensò di rabbonirli con del vino buono. S’abbassò per scegliere il bottiglione, ma il più stronzo dei due pensò prendesse un’arma e gli sparò.
Cadde sulle mensole Evaristo, con le spalle al bancone. Non versò una lacrima.

«Lei mi ricorda un certo Evaristo» dico pagando.
Il cimelio d’un juke box, in un angolo, è una sassata che sfonda la mia confusa ragnatela di ricordi, mentre qualcuno dice «mio padre».

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2 Commenti su L’angolo di Full: “Vola colomba”

  1. Bellissimo, breve racconto. In poche frasi ha racchiuso un ricordo così nitido da poterlo toccare. Il sentore di persone grandi e grosse, dall’apparenza dura ma, in alcune particolari situazioni emozionali, teneri come burro, che sono tipici di un’epoca passata ma mai dimenticata. Senza contare, in virtù della mia non più tenera età, i ricordi adolescenziali che il racconto fa riaffiorare e sentire. Complimenti all’autore.
    Gigi

  2. Grazie Gigi. Naturalmente ho letto il tuo brano della settimana scorsa dai “peccati candidi come neve” (un passaggio che m’è rimasto appiccicato) e quello introspettivo precedente, Temi che, con modalità diverse, avevo trattato più volte.
    Un caldo saluto.
    Fulvio

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