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L’angolo di Full: “Mano di bambola”

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busto di una bambola da collezioneMano di bambola

Piove di domenica e sono sola, aperta a tutto, ma non arriva neanche un ladro. Piove di domenica e sono abbandonata.
Ho atteso a lungo una tua parola. Inutilmente. Ora mi sono ran­nicchiata dentro di me e non m’aspetto parole, nemmeno con me stessa. “

È insieme alle altre lettere, alla rinfusa dentro un baule: antica unità di memoria dei “messaggi ricevuti” ordinati in sequenza casuale… come si ascolta la musica, giustamente.
Abbiamo tutti di questi scheletri dentro armadi, bauli o computer.

“Piove di domenica e sono sola, aperta a tutto, ma non arriva neanche un ladro…”
Questo biglietto di carta pregiata è il primo della sequenza che, forse, tanto casuale non è.
Mano di bambola! Ecco chi era. E non so se la gola mi si chiude per queste sue parole sconsolate o per il ricordo che, adagio, sta montando.

Il primo incontro al centro commerciale. Con una mano spingeva il carrello, l’altro braccio penzolava inerte lungo il corpo e, da vicino, si rivelava una protesi con la mano rosa-carne, da manichino, che faceva pensare a un’antica bambola, bella e sciupata.

Veronica, i cui sogni ancorati a quel pesante braccio penzoloni, s’affacciavano in zampilli azzurri fra le ciglia.
Veronica, cui l’inerte braccio da manichino aveva insegnato i più ampi e significativi abbracci dello sguardo.

primo piano di Fulvio Musso“Piove di domenica e sono sola, aperta a tutto, ma non arriva neanche un ladro… “
In queste lettere c’è una compiaciuta autocommiserazione, aveva commentato un amico, professore di un qualcosa (forse del caz) e con questa sentenza avevo liquidato Mano di bambola.

Avrei potuto essere il suo braccio e non le lasciai nemmeno un mignolo.
Abbiamo tutti di questi scheletri dentro armadi, bauli o computer. E, com’è giusto, da qualche parte c’è anche il nostro.

Fulvio Musso

 

Il protagonista del racconto tira fuori un ricordo particolare da un baule e si emoziona. Noi abbiamo tirato fuori dal baule virtuale che contiene i racconti di Full questo brano e ci siamo emozionati. Ci auguriamo che per voi sia stato lo stesso.

Prima di darvi appuntamento a domenica prossima per leggere un nuovo brano, vi ricordiamo che anche voi potete mandarci i vostri racconti. Vi basterà seguire le poche indicazioni del regolamento di Raccontonweb

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2 Commenti su L’angolo di Full: “Mano di bambola”

  1. …i cui sogni …
    si affacciavano in zampilli azzurri tra le ciglia…

    Stupendo brano … commovente…

  2. Lucia Bonanni // 5 giugno 2015 a 17:27 //

    Talvolta lo sguardo sa abbracciare e riesce ad essere molto più coinvolgente di un abbraccio vero.
    Forse quel professore non aveva ben compreso di quanto bisogno si possa avere del calore di un abbraccio sincero oppure di un solo sguardo che sappia dire dolcezze infinite.
    Com’è giusto… da qualche parte c’è anche il nostro scheletro…e, forse, anche più di uno; basta cercarlo!
    Ciao, Full, grazie e a presto.
    Lucia

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