L’angolo di Full: “La mia signora”

L’angolo di Full: “La mia signora”

minaretoLa mia signora

Era una sera dolcissima e m’ero incuriosito alla smorfia di una grande luna blu rimasta impigliata nella guglia del minareto.

Lo sentii venire in quel momento, forse dal mare, o dai monti alle mie spalle. Solo per poco, come una musica lontana che si ode fra l’aprirsi e il chiudersi di una finestra. Poi più deciso, fresco come brezza di mare, delicato come fiori di nespolo. L’insieme era un profumo gentile e fascinoso. Lo inspirai profondamente e di colpo m’irrigidii… mi voltai adagio: la signora era a un metro da me e mi guardava.

Vestita solo di una scintillante tunica, aveva lo splendore quasi soprannaturale di un giovane arbusto in pieno fiore e i capelli, raccolti su di un lato e sciolti sull’altro, erano tanto biondi che l’aria intorno tremolava rarefatta, come i vapori che diventavano cielo su quella riva lontana che mi vide felice.
Il mio volto doveva apparire trasfigurato da tanta bellezza, perché la signora indugiò, mentre la lusinga attraversava nuda e frettolosa il suo sguardo. Poi suonò quelle parole mai dimenticate:
«Una presenza amica e devota: spero tu voglia essere questo per me».

primo piano di Fulvio MussoM’è vietato rivolgerle la parola se non per rispondere. Ma posso ascoltarla, farla vibrare con le mie letture, bearmi di lei, vivere di lei. Posso raccogliere i suoi sguardi e farne rosari per quando sono solo. Posso ringraziare il cielo di questo amore a mia misura.
Sarò, per sempre, il servitore a lei devoto. E ne sarò ligio guardiano, consacrato al mio amore e al mio signore. Un bravo eunuco.

Fulvio Musso

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