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L’angolo di Full: “La casa a Est”

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Oggi ritroviamo nella nostra rubrica dedicata ai racconti “con taglio web” il caro Fulvio Musso (o più brevemente Full, come molti lo conosciamo).

Lo ritroviamo con un racconto bellissimo che, con meno di 2.000 battute, riesce a raccontare un intero mondo intimo e – a noi pare – anche a infondere fiducia in chi vede la propria “casa” tramontare a ovest.

Prima di lasciare spazio a questo prezioso brano, vi invitiamo a “popolare” questa rubrica con i vostri contenuti: per mandarci i vostri brani è sufficiente seguire le istruzioni del regolamento di Raccontonweb.

 

La casa a Est

La mia casa è rivolta a Est, la culla del sole.  Me l’ha ricordato l’ora solare che oggi è tornata a dondolarsi placida sulla mia pendola dopo sei mesi. Entrato in soggiorno, stamattina, sono stato abbracciato e coccolato da un chiaro, tiepido sole autunnale che m’ha calcinato gli occhi di luce.

La mia casa è rivolta a Est, ad allungare le mie mattine, a imbellettarle per il nuovo giorno, a benedirle. E quando il sole non c’è, le nuvole sono più chiare a Est.  Sono le tendine orlate d’oro del sole.
La mia casa è rivolta a Est, “dove si sfa di tenerezza il cielo”.
Anche il mio caffelatte è rivolto a Est, e il croissant, la marmellata, la mia fronte pallida. Vi sono rivolti i miei acciacchi, che l’Est nasconde e rimanda alla sera, a Ovest del giorno.

Dentro questo sole, ritrovo un mattino di tanti anni fa, quando andai a visionare il minuscolo monolocale che m’avrebbe ospitato per alcuni anni, dopo la separazione. Avevo portato con me la mia bambina di dieci anni perché “m’aiutasse” nella scelta. Era un modo per parteciparla attivamente della nuova situazione e per mostrarle il luogo dove sarebbe venuta a guardarsi il suo amato (eterno) “Tenente Colombo”, nei pomeriggi della domenica, insieme al papà.
Probabilmente recitai male la parte del pirla giulivo perché, ad un tratto, s’accorse del mio cadavere. Fu allora che spalancò la portafinestra dell’esiguo terrazzino: Guarda papà che bello! Di qui puoi vedere il sorgere del sole!
Al momento considerai il gesto e la frase alla stregua di una gentilezza a testimoniare il suo animo delicato, il suo affetto, e me la tirai accanto per qualche momento.
Poi, pian piano, concepii appieno quel significato di rinascita. Avevo una casa minuscola, ma rivolta a Est, e avevo una piccola figlia rivolta a Est.
Sarei tornato a nascere, piccolo anch’io. Ma questa volta, a Est.

 

A Mara

 

 

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