L’angolo di Full: “Il prefatore”

libro con lettere che fuggonoIl prefatore

Ampelio Acquistapace, secco e sottile come una guglia, aveva cominciato a operare nelle formazioni giovanili degli scassacazzi come temutissimo attaccabottoni capace di parlare per ore in apnea di fiato e di idee. Un personaggio talmente vuoto che, accostando l’orecchio, si poteva sentire il  mare.
Ma anche le cazzate hanno le loro classifiche e, categoria per categoria, promozione per promozione, l’Acquistapace era approdato nel variegato mondo degli autori dove s’era specializzato nella stesura dei discorsi pubblici nell’ambito delle piccole autorità locali dove le cazzate trovano un habitat naturale. Operava su commissione e a qualsiasi titolo: dalla tutela della rana vercellese da risotto, in apposite vasche inox, alla proposta di ripristino della gogna pubblica in gabbie inox.
Dopo anni di questa attività e ormai demotivato anche per il declino del politico produttore di articoli inox, s’era dedicato con crescente passione alle recensioni e prefazioni letterarie. Prestazioni che l’Acquistapace concedeva a propria discrezione dichiarandole rigorosamente “non mercenarie”, come si dice anche negli annunci erotici.

“Lungi dai putrefatti luoghi comuni e da imbalsamate tradizioni…” era una delle premesse d’accesso allo stravagante ermetismo dei suoi testi che, proprio per questa caratteristica, acquisivano sempre più seguito.
Ormai settantenne, l’Acquistapace era fatalmente approdato nello sconfinato e affollato web la cui promessa di visibilità attira grovigli di autori d’ogni sorta e grado, tutti smaniosi di riscontri al proprio affannoso proporsi.
Oggigiorno, le prefazioni dell’Aquistapace, sempre più particolari e spregiudicate, luccicano come medaglie sul petto dei suoi eletti e, nei vari siti letterari, fanno la differenza.
Quale autore votato al nuovo e al moderno, ho sperato a lungo che questo prefatore s’accorgesse di me e oggi, finalmente, ho l’onore di vedere le mie opere glorificate dalla sua prestigiosa prefazione che ho prontamente inserito nel mio profilo web e che duplico qui di seguito:

“Lungi dai putrefatti luoghi comuni e da imbalsamate tradizioni, dirò che questo Autore, nel limite di un termine di trapasso da nozione a coscienza della realtà, dove questa è rappresentata dalla sua propensione fenomenica più sciolta, una inusitata pregnanza, per non dire travolgente vocazione verso misticismi convenzionali, senza rinunciare alle influenze della fatalità logica, ma grazie a un puntuale astrarsi dal surreale……”(Ampelio Acquistapace)   

Tralascio le due pagine centrali e passo alla conclusione:
“… l’opera di questo Autore s’è man mano ampliata in una surrogazione concettuale di più vasta e ardua portata: dalla Economia, alla Politica, alla Culinaria, all’Orticoltura, al Gossip. Ma sempre e comunque Poesia, sempre e comunque Musica, sempre e comunque Arte.”

primo piano di Fulvio MussoI soliti astiosi che rincorrono invano un suo riscontro, affermano che il successo dell’Acquistapace è tutelato dal fatto che nessuno al mondo ha mai letto una qualsivoglia prefazione di una qualsivoglia opera.
Chiaramente si tratta d’invidia e, per smentire tanto sarcasmo, prima o poi mi toccherà leggere ‘sto cazzo di prefazione che l’Acquistapace definisce “non mercenaria” come si dice anche negli annunci erotici, invece ho dovuto sborsare cinquanta euro, proprio come capita a chi dà seguito agli annunci erotici… almeno, così m’hanno detto, non è che io… cioè…

Fulvio Musso

 A Franca Figliolini, prefatrice de’  “Il paradiso di Lego” con affetto

2 thoughts on “L’angolo di Full: “Il prefatore”

  1. “La sua estemporaneità, unita ad una fervida immaginazione post-ancestrale, permeata da un arguto, siffatto argomentato neologismo, attira a sè un’attenzione particolare per i particolari astrusi e astratti, indicandone derivazioni e derive. Da cotanto sforzo sono colpito e cado in un soavemente eterno afflato…”
    Tazio Fripago.
    Eheheh, a parte gli scherzi mi devo complimentare con Lei, signor Musso, per il bellissimo, sagace racconto. Illuminante è l’aggettivo giusto.
    Grazie per i suoi sintetici, quanto densi racconti.
    Un saluto.
    Con stima e affetto.
    Gigi – poco più di niente-.

  2. Lungi dai putrefatti luoghi comuni e da imbalsamate tradizioni…..
    Grande Fulvio…ma devi sempre dirmi in confidenza dove trovi certi nomi…eh eh!
    Troppo bravo, null’altro da dire. 🙂

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