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L’angolo di Full: “Il pargolo”

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disegno raffigurante un bambino con indosso pannolino, cappello e occhiali da vistaIl pargolo

Un amico di famiglia me l’ha inviato per Natale: un bel calendario pieno di fotografie a colori. In gennaio c’è il suo pargolo che mostra il primo dentino. In febbraio mangia il suo primo purè, in marzo la prima pastasciutta, in aprile è seduto sul vasino ed è chiara la sequenza logica. In maggio c’è il suo primo passo. E cosi via: flash di fronte, di profilo, di tre quarti. Sono i miracoli della fotocamera digitale: una volta, la necessità di comprare la pellicola ci salvava dai giuseppe tornatore di casa. Com’è scontato, ho imbucato il calendarietto nell’ultimo cassetto della scrivania insieme al culendario della velina di turno.

      Dopo aver assistito a non so quanti filmini di matrimoni, recite d’asilo e gite a Parigi (non sempre riesco a defilarmi) nei giorni scorsi ho assistito alla prima visione del feto nel pancione della mamma: mezz’ora di evoluzioni nel liquido amniotico! A giuseppe tornatore, qualcuno preferisce piero angela.

Non ho mai smaniato per i frutti del mio seme. Quando mi precipitai in clinica, avvertito del lieto evento, chiesi dove potessi vedere la bambina. La vetrata è in fondo al corridoio e non puoi sbagliare, mi assicurò la suocera, guarda le culle col nastro rosa: LEI è la più bella di tutte. Andai alla vetrata e, per non sbagliare, ne scelsi quattro su cinque. Avrete capito che LEI era la quinta.

      Ho un vicino di casa giulivamente rimbecillito per il nipotino. Ogni volta mi racconta di nuove imprese con dovizia di dettagli… due palle!
Ora il pargolo ha quattro anni e, lontano da timpani impiccioni, gli ho insegnato una risposta da dare al nonno ogni volta che gli chiede di fare qualcosa che non gli va: “lo farò nella misura in cui ne provo gaudio”. Naturalmente doveva essere un nostro segreto e, in caso di chiarimenti, avrebbe dovuto rispondere “le fonti del sapere sono in ogni dove”.  Devo dire che, in due minuti, aveva bell’e imparato.

      Qualche giorno fa, il mio vicino m’è parso meno giulivo del solito. Subito gli ho chiesto del nipotino: «Non sta tanto bene, le solite cose dell’infanzia» ha buttato lì con noncuranza e s’è affrettato a parlare d’altro.

Oggi, dopo una settimana, me li vedo capitare mentre innaffio il prato.
«Ciao Sandrino, allora sei guarito!».
Vedo che scambia un’occhiata d’intesa col nonno e mi spara: «Mens sana in corpore sano».
«Bravo Sandrino! E dove l’hai imparata questa cosa?»
primo piano di Fulvio MussoIl fetentuccio non fa una piega e mi dà il benservito: «Le fonti del sapere sono in ogni dove».
E il nonno rincara la dose grugnendo: «E pure los cojones… per dirla con Garcia Lorca».
Sto accusando il colpo quando il piccolo sbotta:
«Nonno! Guarda che Garcia si pronuncia con la lingua fra i denti».
Adesso, l’occhiata ce la scambiamo io e il nonno… più che d’intesa… di panico!

Ma è ancora il pargolo a rimettere le cose a posto trasformando il “panico” in risata:
«Nonno, ma… perché volete che dica tutte queste parole?»
Magica domanda la cui risposta restituisce ciascuno alla propria natura: tre bambini fatti e finiti… due, sfiniti.

Fulvio Musso

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3 Commenti su L’angolo di Full: “Il pargolo”

  1. Troppo, troppo, simpatica!!! 🙂 🙂 🙂

  2. A buon intenditor poche parole, aggiunse il “fetentone”.

  3. Lucia Bonanni // 11 Gennaio 2015 a 22:41 //

    il “culendario della velina di turno”
    ahhahahaahahahah…
    scusate… mi sono presa una licenza poetica! Anche il pc l’ha sottolineato! E’ vero, la photocamera digitale fa miracoli… trasforma tutti in Tornatore del momento, ma a quel click a scatto singolo o continuo è difficile sottrarsi.
    Comunque vada c’è sempre la realtà che “restituisce ciascuno alla propria natura”.
    E comunque vada anche questa volta dal suo angolo, e mi sembra proprio che si tratta di un grandangolo, Full ha proposto un racconto full frame!
    Un saluto per tutti voi.
    ciao, Lucia

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