ANGELO IZZO, IL MASSACRATORE DEL CIRCEO

Di Giusy Chiello

In questo ultimo periodo ha fatto molto scalpore il caso che vede protagonisti Angelo Izzo (il mostro del Circeo) e la giornalista, Donatella Papi, convolati a nozze da pochi giorni.

Io, se devo essere sincera, ho molto riflettuto sulla scelta fatta da queste due persone apparentemente molto diverse. Il loro matrimonio è stato molto discusso, anche se per alcuni rimane una loro libera scelta. Il fatto grave è che la Papi ritenga Izzo innocente dei delitti compiuti, dei quali lo stesso ha ammesso apertamente la sua colpevolezza, e specificando addirittura i dettagli. I fatti, però, potrebbero essere tra loro collegati, perché spesso in amore si perde il senno, anche se in questo caso mi sembra troppo.

Per far luce un po’ su questi fatti, ho chiesto l’opinione e l’analisi di una mia amica psicologa, che però non ha voluto pronunciarsi, in quanto non conoscendo i vissuti privati dei due coniugi, non ha potuto approfondire il caso.

Angelo Izzo, per quello che sappiamo è un assassino. La sua storia mi ha fatto venire in mente la storia cinematografica di “Hannibal Lecter”, l’assassino interpretato da Anthony Hopkins che dopo aver ucciso le sue vittime le mangiava. “Hannibal the Cannibal” è sempre lucido e capace di intendere e di volere, proprio come Izzo. Certo, questo non significa che Izzo sia colpevole anche di cannibalismo, ma mi ha colpito la lucidità e la freddezza che caratterizza entrambi. Le motivazioni che hanno portato Angelo Izzo, se davvero ce ne sono, a massacrare quelle povere donne, non le conosciamo, sappiamo però come il personaggio interpretato dal grande Hopkins sia arrivato ad uccidere. Hannibal Lecter ha subito gravi violenze familiari da bambino: dei soldati avevano ucciso la sua sorellina durante la guerra e l’avevano mangiata. Dai film dedicati a Lecter si evince proprio come lo stesso sia divenuto un assassino in seguito ai fatti descritti. Nelle azioni umane spesso c’è sempre una motivazione psicologica che rende possibile la realizzazione delle stesse. Angelo Izzo avrà avuto dei trascorsi violenti nel corso della sua vita? Tutto questo noi non lo sappiamo, ma anche se fosse, ciò non toglie la sua colpevolezza, dato che delle persone hanno perso la vita attraverso le sue mani e se fosse ancora in libertà, altre avrebbero potuto fare la stessa fine. Altro elemento che mi è balzato nella mente è stato il fatto che nella vita del personaggio de “Il Silenzio degli innocenti” entra una donna, colei che lo interroga e indaga su dei delitti. Dal film si nota celatamente un certo coinvolgimento emotivo e sentimentale da ambo le parti. A questo punto ho pensato a Donatella Papi, che, nonostante i delitti compiuti dal mostro del Circeo, si sia innamorata di lui. Una grossa differenza tra le due donne però si nota: la protagonista del film non viene mai abbagliata e non nega mai i fatti sconcertanti compiuti da Hannibal, anzi è consapevole che non potrà mai essere parte della sua vita, anche se ha conosciuto “l’anima buona” del cannibale. Donatella Papi, invece no, fa affermazioni che vanno contro i fatti, che sono stati addirittura confermati dal suo stesso coniuge. Per poter asserire frasi di tale contraddizione con quella che è la realtà, la giornalista, che è stata collaboratrice di “grandi penne” come Montanelli, Feltri e Giacobini deve proprio aver perso il senno, e “l’amore” avrà avuto il sopravvento su tutto. Il suo comportamento potrebbe essere paragonato a quello di molte donne che amano gli uomini violenti, per i quali diventano schiave e dipendenti. Questo fenomeno definito in senso lato “maschismo” vede protagoniste molte donne che per difendere un amore malato, non dichiarano mai le violenze subite da loro stesse o da altri, per difendere l’uomo amato. Il caso della Papi, però,, se da un lato si avvicina a questa patologia psicologica, dall’altro se ne discosta, in quanto la giornalista non ha mai subito violenze da Angelo Izzo (secondo le fonti ufficiali).

La mia analisi pseudo-psicologica serve a comprendere come la mente umana sia talmente complessa e a volte incomprensibile, e che spesso porta ad agire in modo desueto e addirittura disumano. Forse mia nonna aveva ragione:”Il cervello è un orologio!” e se segna l’ora sbagliata, i comportamenti che ne conseguono possono essere irreparabili.

Nessuno potrà mai portare in vita le donne massacrate da Izzo, né il dolore subito dai familiari delle vittime può essere placato in nessun modo, ma che almeno, però vengano censurate certe frasi che offendono la memoria delle donne uccise.

Di Marcella Onnis
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“Erano episodi collegati ad un modo di vivere sbagliato per il quale pensavo fosse mio diritto impadronirmi con la violenza di ogni cosa: così una persona sottoposta ad una pena che dovrebbe portarlo alla rieducazione ha definito i crimini per cui è stato condannato.”

“Angelo  è alla pena dell’ergastolo, i parenti della vittime devono placare la loro rabbia, odio, livore e desiderio di vendetta perché hanno già avuto la giustizia di questo Stato.”
Così sostiene colei che ha deciso di sposare quel detenuto.

Il nostro giornale si propone di dare voce a chi non ne ha: davanti a questo SCEMPIO, a queste BESTEMMIE, io resto senza parole per cui vi chiedo scusa, cari lettori, per aver tradito, in questa occasione, l’impegno che ho preso con voi e con il resto della redazione. Ma, soprattutto, chiedo scusa alle famiglie delle vittime per non aver saputo far loro da portavoce.

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