

Servizio di Francesco Augello*
Premessa
Nella modernità frenetica, il telefono è l’ultima cosa che guardiamo prima di dormire e la prima che prendiamo al risveglio. Sempre meno seguiamo il ritmo naturale del mondo esterno, perché la tecnologia impone sempre più il suo. E quando il sole tramonta o la notte avanza, ce ne accorgiamo solo perché il display del nostro smartwatch o del navigatore in auto diventa più scuro. Il nostro corpo ha ancora il suo tempo naturale, fatto di fasi, di ritmi e di pause. Ma l’IA non tiene conto di queste cose. Per lei il tempo è sempre uguale, e senza accorgercene iniziamo a viverlo come se fosse così anche per noi. L’esposizione prolungata alla luce artificiale degli schermi e l’iperstimolazione cognitiva generata dalle notifiche e dalle interazioni digitali sono in grado di alterare i ritmi biologici naturali, compromettendo la qualità del sonno e la capacità di concentrazione. Inoltre, gli algoritmi di IA tendono a ottimizzare le attività quotidiane, contribuendo alla percezione di un tempo accelerato.
IA e gestione del tempo biologico
Spesso si descrive l’IA come un artefatto negativo del progresso tecnologico e sociale, ma non è l’oggetto in sé a definirne l’impatto, bensì il modo in cui viene utilizzata, avendo sempre ben a mente quella sottile distinzione tra dominio e sottomissione in quel continuo sviluppo di tecnologie e con il trasferimento extracorporeo di facoltà umane in esse. (Bodei, 2023).
L’IA può anche contribuire alla regolazione dei ritmi circadiani attraverso diverse soluzioni tecnologicamente avanzate.
I ritmi o cicli naturali che regolano le funzioni biologiche del corpo nell’arco di ventiquattro ore, sappiamo essere condizionati in prevalenza dall’alternanza tra la luce e la sua assenza, regolando aspetti essenziali come il sonno, la ipertermia corporea e la generazione di ormoni. Durante le ore del giorno, l’esposizione del corpo umano alla luce del sole consente di mantenere lo stato di veglia, ciò favorendo forza e vitalità, mentre con la progressione verso il buio il corpo inizia a organizzarsi al riposo. Fattori ambientali, fisiologici o comportamentali come orari di lavoro irregolari, utilizzo smoderato di apparati elettronici, come smartphone, PC, spesso determinano, oltre a sbalzi d’umore, disturbi del sonno e criticità a carico della salute mentale anche a causa di una riduzione della produzione di serotonina e melatonina,
Conclusioni
Il tempo non è solo produttività ed efficienza, ma anche attesa, riflessione e momenti “vuoti” che ci fanno sentire vivi. È ritmo, quello che ci accompagna sin dalla nascita e che viene regolato da un orologio centrale nel nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo. Recuperare questo equilibrio significa rallentare la frenesia che erode la consapevolezza e riprendere il controllo della propria vita. Il supporto psicologico aiuta a mitigare gli effetti negativi di questa accelerazione, favorendo una gestione più consapevole dell’energia mentale. Gli psicologi, attraverso i loro distinti approcci, rivestono un ruolo chiave nel recupero di ritmi salutari per individui, coppie e lavoratori. Riappropriarsi del tempo non significa tornare al passato, ma avanzare verso una dimensione più umana e sostenibile dell’esistenza.
Dr. Francesco Augello
Psicologo clinico e del lavoro
(*) Biografia autore
Francesco Augello (Agrigento, 1973) laureato in scienze della formazione, in pedagogia e in psicologia. Docente formatore, psicologo, poeta e scrittore. Esercita attivamente e in continua formazione come psicologo clinico e del lavoro ad orientamento gestaltico integrato, occupandosi delle trasformazioni socio-psicoeducative nell’iper-modernità, con particolare attenzione alle tematiche della disabilità e ai percorsi di inclusione. Esperto in tecnologie informatiche, esplora l’intersezione tra intelligenza artificiale, educazione e psicologia, studiandone l’impatto sul benessere psicologico anche in contesti lavorativi. In qualità di psicologo fornisce sostegno per stati di ansia, depressione e stress, fornendo supporto psicologico anche on line (www.psicologoconte.it). Ha maturato un particolare interesse ed esperienza nel campo dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), approfondendo la diagnosi, il supporto psicologico e il rinvio a pratiche terapeutiche mirate, collaborando con professionisti della medicina di base, della salute fisica e mentale.




